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Segnalazione: “UN GIOCO SEDUCENTE” di Lucia Scarpa

Grazie di cuore a Maika, di A libro aperto, per aver dedicato uno spazio sul suo blog per la mia nuova storia.
La trovate qui ❤

A LIBRO APERTO

UN GIOCO SEDUCENTE

di Lucia Scarpa

Titolo: “Un gioco seducente” (conclusivo)

Serie: Hughes family.

Autrice: Lucia Scarpa

Genere: Sport Romance

Amazon: In uscita dal 20 settembre 2021

Pagina autrice facebook: https://fb.me/Lucia.Scarpa.writer

 Pagine autrice instagram: https://www.instagram.com/historical.experience.now

Curiosità

Un gioco seducente nasce dalla mia passione per il tennis.

Avete presente quelle ragazzine atletiche, che riescono in tutti gli sport e sono dei portenti?

Ecco, io non sono mai stata una di loro, anzi, ero la cosiddetta schiappa. Non prendevo una palla neanche se me la mettevano in mano. A scuola, l’ora di ginnastica era traumatica. Ho avuto un’infanzia e un’adolescenza difficile.

In età adulta, ho deciso di provare a giocare a tennis. (sport che mi è sempre piaciuto.)

La prima lezione è stata un disastro (non colpivo la palla. Andavo a vuoto e non scherzo). Volevo mollare, per la vergogna, la stessa che avevo da bambina, ma l’istruttore ha capito il mio…

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Pubblicato in: Carlo e Maria Amalia

Oggi ricorre l’anniversario della morte di La Sanfelice.

Carissimo/a History Lover, buon momento!

Oggi vi sorprenderò con effetti speciali, perché, da una fan dei Borbone (Carlo in primis), non ci si aspetterebbe mai un articolo che getti un po’ d’ombra sul suo beneamato figlio: Ferdinando IV di Napoli, noto poi come Ferdinando I delle Due Sicilie, ma la Storia è storia.
Andiamo con ordine.

In occasione dell’anniversario di morte di Luisa Sanfelice, ecco due paroline su di lei.

«Maria Luisa Fortunata de Molina, nota in seguito come La Sanfelice, nacque a Napoli il 28 febbraio del 1764 e ivi morì, l’11 settembre del 1800. Figlia del generale borbonico don Pedro de Molina e della genovese Camilla Salinero, Maria Luisa fu una nobile napoletana. Ebbe un’infanzia serena, una gioventù dedita agli eccessi e una vita, in generale, assai rocambolesca. Per merito di un volere superiore, sposò all’età di diciassette anni Andrea Delli Monti Sanfelice, figlio cadetto del III Duca di Lauriano, Gennaro Sanfelice e di Vincenza Pandolfelli dei Conti del Vaglio. Si presume fosse una moglie e una madre superficiale, interessata principalmente a soddisfare i vizi che condivideva con il marito. La coppia ebbe figli.»

La Storia racconta, che i coniugi vivessero ai limiti dell’eccesso, contraendo debiti di gioco assai importanti, i quali, con il tempo, li portarono alla separazione e alla successiva rovina. Rovina, che colpì principalmente la donna.

Nelle curiosità vi riassumo i punti salienti della sua vita:

#Curiosità
Maria Luisa e Andrea si sposarono nel 1781.

La coppia fu sommersa ben presto dai debiti, perché il loro stile di vita era superiore ai loro introiti. Il che fece infuriare i creditori.

Nel 1782 il re Ferdinando IV dovette intervenire per impedire che l’uomo svendesse alcune proprietà della moglie.

La coppia continuò a vivere al di sopra delle loro possibilità e, nel 1787, la madre di Maria Luisa, preoccupata per la situazione della figlia, chiese al Re di nominare un tutore per i due incauti giovani.
Ferdinando scelse il marchese Tommaso De Rosa come sopraintendente ai loro introiti, il quale, allontanò i Sanfelice da Napoli e si occupò di riscuotere le loro rendite, in modo da pagare i creditori.

La coppia, nel mentre, continuò a dissipare il denaro, contraendo altri debiti con altri creditori e vivendo di scandali e dissolutezza.

Lo stesso anno, sempre su richiesta della madre di Maria Luisa, il re Ferdinando IV fece collocare i tre figli dei Sanfelice in collegio.

A quanto pare, neanche la separazione dai figli li fece rinsavire, infatti, continuarono la loro vita di dissolutezza e scandali, quindi, furono divisi. La Corte decise di trasferire Andrea in convento a Nocera e Luisa in un monastero di rieducazione a Montecorvino Rovella; 

Nel 1792 a don Andrea Sanfelice fu concesso di rivedere la moglie incinta, la quale, in quel momento, stava vivendo nella casa del fratellastro di lui, a Salerno.

Nel 1794  Andrea organizzò un rocambolesco rapimento della moglie per tornare con lei a Napoli.

Nel 1797 fu emanato un ordine di arresto per Andrea su denuncia dei suoi creditori.

Maria Luisa, nel mentre, veniva spostata da un convento all’altro a causa delle sue scappatelle e finendo per vivere sempre più ai margini della società.

Quando cominciarono i contrasti politici a Napoli, Andrea si schierò apertamente con i Borbone, mentre Maria Luisa rimaneva in una zona d’ombra. (e con ogni probabilità, questa fu la causa principale delle successive sventure.)

Nel 1799, quindi, la Sanfelice, che di fatto frequentava un po’ chiunque, scoprì della congiura contro la corona e chiese protezione a Gerardo Baccher, un ufficiale dell’esercito regio, innamorato di lei. Il salvacondotto che l’ufficiale le consegnò, finì poi, per suo volere, nelle mani del suo amante Ferdinando Ferri, ufficiale della Repubblica.

Ferdinando Ferri denunciò il fatto all’amico Vincenzo Cuoco e ai componenti del Comitato di Salute Pubblica, permettendo così che l’attacco venisse sventato.

Il 13 giugno del 1799 i Baccher furono fucilati nel cortile di Castel Nuovo.

Nonostante furono proprio le parole de La Sanfelice a dare origine alla difesa borbonica, il re Ferdinando non le perdonò mai di aver collaborato coi repubblicani e, una volta tornato al potere, la fece condannare a morte.

Luisa Sanfelice venne giustiziata l’11 settembre del 1800, tra la commiserazione generale: l’accanimento reale nel volere a tutti i costi quella esecuzione apparve una vendetta a freddo.

In molti hanno raccontato le vicende di questa donna come:
Benedetto Croce in Luisa Sanfelice e la congiura dei Baccher:
Il vicentino Andrea Modulo scrisse: Luisa Sanfelice: episodio storico della rivoluzione italiana narrato dal dott. Andrea Modulo.
Ci sono anche sceneggiati e film su di lei.

Le altre persone coinvolte nella repressione della congiura dei Baccher, Vincenzo Cuoco e Ferdinando Ferri, se la cavarono con l’esilio da Napoli.

Si racconta, che la nuora del re Ferdinando, Maria Clementina Giuseppa Giovanna Fedele d’Asburgo-Lorena, chiese come regalo per la nascita del bambino, salva la vita de la Sanfelice. Ovviamente ottenne un rifiuto.

Ci sarebbe molto altro da dire, ma il tempo è tiranno 🙂
Spero che l’articolo ti sia piaciuto, se così fosse, non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti e di condividerlo con chi può essere interessato/a. Alla prossima!

Pubblicato in: elizabeth

Da leggere: Elizabeth Gaskell (Cap. 24)

Carissimi History Lovers, buon momento!

Continua il nuovo racconto a puntate. Buona lettura!

Greenheys, Manchester, estate 1831

Non appena l’uomo l’aveva riconosciuta, non aveva potuto evitare di alzarsi in piedi per ossequiarla e rivolgere un sorriso radioso, di vero entusiasmo.
«Miss Stevenson» la salutò, rimanendo in maniche di camicia.
La giovane aveva approfittato dell’occasione per studiarne il fisico asciutto. Di solito, l’uomo era abbigliato in modo severo, seppur elegante e, con quegli indumenti indosso, le era sempre sembrato magro, quasi emaciato. Tuttavia, quel mattino, con solo la camicia a definirgli le spalle, le maniche rivoltate fino a metà gomito a evidenziare la muscolatura fine delle braccia e il gilet a circoscrivergli l’addome piatto, aveva convenuto con se stessa che fosse ben proporzionato e piacevole allo sguardo. Lo era tanto, che impiegò del tempo per rispondere al saluto.
«Mr Gaskell» si schiarì la voce con un forte rossore a colorarle le guancia. «Non pensavo di trovarvi qui.»
«Spero non siate dispiaciuta?» parlò diretto.
Di norma era timido, ma lo era in pubblico e non con lei. Miss Stevenson era l’unica che riusciva a far fiorire il suo essere determinato.
«No di certo» balbettò, tornando a guardare i suoi occhi, sorridenti. Elizabeth, a differenza dell’uomo, non era affatto timida. Di norma era esuberante e sicura, ma non lo era con lui. Quell’uomo, era l’unico in grado di seccarle la gola e annebbiarle i pensieri. Come vi riuscisse per lei era ancora un mistero, eppure, quell’emozione che le si agitava dentro era piacevole e non voleva rinunciarci.
«Eravamo rimasti d’accordo che mi avreste chiamata Elizabeth» tornò a parlare con maggiore scioltezza. «Oppure avete cambiato idea?» chiede, riferendosi anche ad altro e non solo alla familiarità della concessione.
«Confermo ogni mio intento, Elizabeth» sorrise ancora. «E vi prego, chiamatemi William»

Attenzione!
Sul blog rimarranno i primi 10 capitoli, scritti ovviamente in versione ridotta.

Gli altri avranno durata di una settimana. 🙂
A lunedì prossimo!