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Viaggiando nel Tempo ho visto una dea

Carissimo/a history lover, buon momento!

Pensavi mi fossi dimenticata dei viaggi nel tempo, vero? Invece, no, ero solo in pausa (se mi segui da un po’ sai il perché)

Indi per cui…

L’ultimo sondaggio aveva stabilito che a trionfare non fosse solo un’epoca ma bensì due, infatti, c’era stato un pari merito tra l’Antica Roma e l’Antico Egitto, pertanto, è in previsione un altro articolo. Per ora buona lettura! 😀

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Sono al mio terzo articolo sull’epoca romana ma, quest’oggi, non lo scrivo in casa. Ho deciso di farlo in un luogo pubblico, con la speranza che questo mi eviti un viaggio che non sono pronta ad affrontare. Ho il raffreddore, la tosse e un forte mal di testa. Secondo te chi avrebbe voglia di vivere un’avventura fuori tempo in questo momento?

Già, nessuno.

Tuttavia, devo scrivere un articolo che ho rimandato già per troppo tempo, quindi, eccomi pronta a digitare la domanda sul motore di ricerca: “Epoca Romana”.

«Come ben saprai, il dominio del popolo romano fu assai vasto e comprese territori lontani che avevano i loro usi e costumi, i quali, spesso differivano da quelli dei conquistatori. Nonostante i vincitori trovassero nuove forme di culto, non imposero il proprio credo e questo fa evincere che durante la loro egemonia ci fosse la prima convivenza tra religioni. Ovviamente, c’è da dire che siccome il loro dominio fu anche lungo (753 a.C. – 476 d.C.), nel corso dei secoli subì inevitabilmente delle modifiche e dei veri e propri cambiamenti. (che andrebbero visti nel dettaglio)»

Da studentessa sognatrice e fantasiosa, ammetto di aver provato sempre una notevole attrattiva per gli dèi, questi personaggi dotati di forza e bellezza, che avevano il potere nelle loro mani.

Non so tu, ma io ho sempre fantasticato di incontrarne uno. Diciamo che le serie tv Xena ed Hercules hanno dato una mano alla mia immaginazione.

«Parlando di dèi romani, ce ne erano tantissimi, ma ti riporto quelli maggiormente conosciuti:

  • Abbondanza = dea dell’abbondanza, custode della cornucopia magica con la quale distribuiva cibo e denaro.
  • Aurora = dea dell’aurora, la quale con il suo carro precedeva l’arrivo del Sole.
  • Bacco = dio del vino, l’inventore del vino
  • Cerere = dea della nascita e della terra, la quale aveva insegnato all’uomo i segreti della coltivazione.
  • Cibele= dea della natura, capace di creare e di distruggere a suo piacimento.
  • Cupido = dio dell’amore, che con il suo arco e frecce faceva scoppiare l’amore.
  • Diana = dea della caccia, della foresta e protettrice delle partorienti
  • Esculapio = semidio divenuto dio della medicina grazie alle lezioni di Chirone.
  • Apollo = dio del sole, colui che trascinava il sole in cielo.
  • Giano = dio degli inizi, materiali e immateriali, una delle divinità più antiche della mitologia romana.
  • Giove = signore degli dei e custode dei fulmini e dei tuoni.
  • Giunone = moglie di Giove, dea del matrimonio e del parto.
  • Marte = dio della guerra e dei duelli.
  • Mercurio= il messaggero degli dei e protettore dei commercianti e dei ladri
  • Minerva = dea della saggezza e della lealtà.
  • Nettuno = dio delle acque, che con il suo tridente può governare i mari e i terremoti.
  • Plutone = dio degli inferi (Averno) e custode dei morti insieme alla moglie Proserpina.
  • Venere = dea dell’amore e della bellezza.
  • Vesta = dea della famiglia e del focolare.
  • Vulcano = dio del fuoco.

In base al periodo storico ognuno di loro aveva dei luoghi di culto e dei sacerdoti preposti alla gestione dei riti sacri. (Parlo di differenze perché durante tutto il loro dominio ci furono variazioni d’importanza oltre che religiose anche tra un dio e un altro)»

Nonostante il luogo pubblico in cui mi trovo, l’approfondimento sui sacerdoti preposti ai riti viene interrotto dal usuale intorpidimento seguito dall’emicrania che, unito al mio mal di testa, fa pulsare le tempie rendendomi difficile concentrarmi e contestualizzare subito dove mi trovo. Sì, ho fatto un nuovo balzo nel tempo.

I miei occhi vengono catturati immediatamente dalla particolarità dell’ambiente. Sono indubbiamente in un tempio romano e la grande fiaccola posta al suo centro, con dietro un’enorme statua raffigurante una donna seduta su un trono con in mano uno scettro e una pantera, mi fa intuire di essere in quello della dea Vesta. Cercando di non farmi scorgere dalle sacerdotesse poste a protezione del tempio e a cura del focolare, mi sporgo dalla colonna per osservarle meglio. Da qui riesco a vedere tre Vestali, sono giovani e graziose, almeno da quello che riesco a vedere, perché mostrano solo il viso. Sono vestite interamente di bianco, il colore della purezza, e indossano una tunica sormontata da una sopravveste e da un mantello pesante. Un velo copre i capelli e il collo e l’unica nota di colore sono dei nastri rossi attaccati alla base della nuca. 

Tento di osservarle meglio, ma un gioco della fiamma riconquista la mia attenzione. L’irregolarità del fuoco si modella sotto il mio sguardo mostrandomi il volto di donna. Sbatto le palpebre incredula, ma il viso di fiamma è ancora lì e mi osserva. Le tre sacerdotesse si voltano all’unisono a guardarmi e il mio cuore si gela perché non me lo so spiegare. Indietreggio di un passo e, per fortuna, sopraggiunge lo stordimento che mi riporta nel luogo da dove sono partita.

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Spero ti sia piaciuto anche questo mio viaggio 😀
Se vuoi aggiungere qualcosa fai pure e se vuoi condividere le mie follie. Grazie.
Alla prossima!

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Viaggiando nel tempo sono tornata nel Medioevo e ho parlato con Matilde di Canossa.

Carissimo/a history lover, buon momento!
Il sondaggio di settimana scorsa ha parlato facendo trionfare nuovamente l’epoca medievale. “Dove finirò questa volta?”

Buona lettura! 😀

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Sono al mio quinto viaggio, ops, volevo scrivere articolo sulle epoche storiche e, ancora una volta, devo parlare del Medioevo. Un sospiro lungo quanto l’eternità esce dalle mie narici. Adoro questo periodo storico, non fraintendermi, ma l’idea di capitare nuovamente in un luogo ostile, come quando ho incontrato Angéla, mi getta addosso non poca angoscia. Sono pur sempre un essere umano dall’animo sensibile. In ricordo delle volte precedenti mi siedo e accendo il portatile per iniziare a trascrivere la mia follia corredata di conoscenza.

«Il Medioevo viene spiegato come un periodo di luci e ombre. Luci, perché proprio in quel periodo ci furono delle interessanti invenzioni che diedero il via al Rinascimento e, in modo più chiaro, al miglioramento dello stile di vita, soprattutto dei lavoratori e dei lor Signori. (Occhiali da vista, aratro, mulino alimentato ad acqua ecc.) Ombre, perché nonostante ci fossero molte migliorie, l’ignoranza era una piaga che coglieva la maggior parte del popolo causando una miriade di altri problemi. (L’Inquisizione, le crociate, ecc.) La cultura era un lusso per pochi e, purtroppo, quei pochi non sempre erano meritevoli di lode. Oggi, come allora, l’ignoranza uccide ogni possibilità di migliorarsi e di migliorare la propria vita.»

L’intorpidimento seguito dalla emicrania mi coglie proprio in questo momento e non posso evitare di stringere le palpebre e di massaggiare le tempie. Fa davvero male!

Ma il tutto dura il tempo di un respiro e un momento dopo sento sulla pelle un freddo umido e pungente che mi costringe a spalancare gli occhi con un colpo secco.

Una donna è seduta dinanzi al camino acceso, mi dà le spalle, ma mi basta osservare la pietra fredda delle pareti e la sua postura china per intuire chi sia perché, quasi sempre, mi trovo in luoghi di cui ho raccontato. Trattengo il fiato non sapendo cosa fare. Sono piombata esattamente al centro della stanza e non so come fare per celarmi al di lei sguardo.

E ora che faccio?

«Siete sordi? Ho detto che voglio stare da sola!» tuona cavernosa, mentre mi punta addosso il suo sguardo acquoso, che urta terribilmente con la durezza della voce.

«Perdonate, non lo sapevo» ribatto indietreggiando impercettibilmente d’un passo.

«Chi sei? Non ti conosco» dichiara scrutandomi con attenzione e il suo sguardo sembra scavare e oltrepassare la superficie, per raggiungere il centro delle mie intenzioni. «Che abbigliamento è mai il tuo? Da dove vieni?» incalza con la medesima durezza, ma non accenna a chiamare le guardie e ancor meno ad alzarsi. Di sicuro non mi teme e lo comprendo.

«Da lontano, mia Signora.»

«Cosa fai qui? Come hai fatto a entrare?» continua a pormi domande alle quali non posso rispondere. Cosa posso mai dirle per non sembrare una folle?

«Volevo solo dirvi che mi dispiace per la vostra perdita» azzardo, sperando che questo viaggio mi abbia portato proprio al tempo del mio racconto.

«Non mi serve la tua pietà», reagisce con freddezza, «la morte fa parte della vita, non vi è nulla per cui dolersi.»

Deglutisco a vuoto non sapendo cos’altro dire. È più giovane di me, eppure, sembra molto più grande, più forte e più determinata. In un attimo è riuscita a farmi sentire piccola, piccola.

Il tempo di abbassare lo sguardo con mortificazione e percepisco nuovamente la spossatezza che, in un battito di ciglia, mi riporta a casa.

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Spero ti sia piaciuto questo mio viaggio😊

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Viaggiando nel Tempo sono tornata nel Medioevo

Carissimo/a history lovers, buon momento!
Il sondaggio di settimana scorsa ha parlato facendo trionfare l’epoca medievale. Buona lettura! 😊

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In memoria della volta precedente, mi siedo alla scrivania bianca con il portatile acceso pronto per la ricerca e la tazza con i gufetti al mio fianco. È un rito, la mia routine creativa. Annuso l’aria per riempire i polmoni con il profumo dolciastro del bulletproof mentre dalla finestra intravedo il cielo ingrigito dall’autunno e le fronde degli alberi mosse da vento. Un sospiro esce dalle mie labbra perché non so davvero cosa scrivere, non ho un blocco, ma le nozioni importanti sull’epoca ve le ho già date e quel viaggio, che ancora non so come spiegare, l’ho già fatto e raccontato.

Mi servirebbe un altro viaggio! Penso con un sorriso ironico e, mentre guardo il foglio bianco, mi sfiora una nota fugace di rammarico. Sì, mi servirebbe proprio.

Bevo un goccio di caffè lasciando che il burro e il cocco avvolgano le mie papille gustative e chiudo le palpebre.

«Forza mal di testa, arriva!» mormoro a fior di labbra, ma niente.

Riapro le palpebre e digito la domanda: “Eventi Epoca Medievale” e nell’attesa mando giù qualche altro sorso.

Scrollo le informazioni per trovare qualcosa di interessante e poco scontato, ma alla fine incappo in una notizia abusata che in qualche modo ho già trattato (in Curiosando nella Storia ho incontrato la prima strega) e ci tengo a fare qualche precisazione.

«L’inquisizione medievale è uno dei periodi più bui conosciuti dal genere umano. Esso si svolse in un arco di tempo abbastanza lungo ossia dalla fine del XII secolo alla prima metà del XVI secolo, subendo modifiche ma non riduzioni nella ferocia inquisitoria.

Ho notato che alcuni utilizzano il termine inquisizione in modo improprio (come sinonimo di torture) quindi, vorrei specificare che, in realtà, l’Inquisizione era il corpo investigativo nato per arginare la crescente eresia di quel periodo. In molti, infatti, contestavano il modo in cui la Chiesa seguiva i dettami di Dio e, per tale ragione, si univano a quei movimenti religiosi che erano più in linea con il proprio credo. Oggi un eretico è colui che nega l’esistenza di Dio o altre prerogative cristiane, all’epoca, invece, bastava semplicemente non essere cattolici. I catari, per esempio, credevano in Dio e nell’idea di povertà e uguaglianza (quindi forse più dei cattolici) tuttavia erano chiamati eretici.

Fondamentalmente (anche se è quasi una semplificazione), la Chiesa cattolica per non perdere i propri fedeli, i quali erano anche una fonte di guadagno, decisero di arginare l’allontanamento con un regime di terrore.

Il peggio, tuttavia, avvenne non con la nascita dell’inquisizione ma quando fu introdotta la tortura corporale da Papa Innocenzo IV il 15 maggio 1252 con la Bolla Ad extirpanda.

Fu da quel momento che la vita di tutti, soprattutto le donne, divenne terribile.»

Ed ecco finalmente l’intorpidimento sperato, che mi costringe a massaggiare le tempie e a serrare le palpebre.

Un attimo dopo l’odore dolciastro del mio caffè viene sostituito da un olezzo pungente che mi causa un conato. Apro le palpebre e punto gli occhi su un ambiente avvolto nel buio. Sento qualcuno piangere, un gemito soffocato che ha un richiamo di forte disperazione.

«C’è qualcuno?» sussurro allungando le mani davanti a me, mentre avanzo con alcuni passi incerti prima di bloccarmi all’improvviso. Ho urtato qualcosa di freddo.

«Chi siete?» replica, con la voce affogata nelle lacrime. Parla in francese e la capisco, quindi, sono davvero tornata nuovamente indietro nel tempo.

«Sono Lucia», rispondo accovacciandomi e immaginando chi sia la donna, «voi siete Angéla?» domando con una sorta di vessazione. Augurandomi vivamente che non sia lei, perché se così fosse, sarei testimone di qualcosa che non avrei mai voluto vedere.

«Sì, sono io» sospira. Le sue parole tremano come adesso sta facendo il mio corpo. «Come fate a conoscermi?»

«Non importa», evito di rispondere, «vi hanno già accusata?» chiedo non sapendo cos’altro dire. Non ero preparata a qualcosa del genere.

«Sì», singhiozza, «domani all’alba.»

Tre parole che mi mozzano il respiro. Sta per morire in modo atroce senza che possa fare niente, perché non si può cambiare la storia o sì?

Forse, un po’ stupidamente lo ammetto, mi allontano e cerco un modo per liberarla. Cammino rasente il muro lungo il corridoio in pietra, mi dirigo verso la luce dove un bagliore caldo staglia sulle pareti luci e ombre inquietanti. C’è una guardia seduta per terra, sembra stia dormendo, ma il cuore mi è salito in gola e l’ansia mi sta uccidendo.

Se si svegliasse cosa ne sarebbe di me? Penso. Una domanda lecita e umana che mi fa titubare, perché non sono una vera eroina, sono solo una scrittrice che vive avventure fantastiche.

Deglutisco a vuoto mentre esamino lo spazio ristretto e scorgo le chiavi appese alla parete sopra la sua testa.

Beh, potrei arrivarci. Ipotizzo muovendomi in modo silenzioso ma, proprio quando le sgancio dal supporto, la spossatezza mi coglie riportandomi a casa e facendomi capire che in questi viaggi non posso fare altro che guardare.

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Se fossi stato/a al mio posto ci avresti provato a salvarla o no? Fatti sentire 😁

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Alla prossima!