Pubblicato in: serie tv

Meraviglioso: Isabel 👑👑👑👑👑

Carissimi History lovers, ben trovati! 

Finalmente ho visto anche l’ultimo episodio e quindi, ecco il mio parere su questa serie tv.
Poi ovviamente voglio sapere anche il vostro.☺️

Oggi vi parlo della serie televisiva spagnola dal titolo: Isabel, ispirata a personaggi storici realmente esistiti, la cui produzione è stata diretta da Jordi Frades e da Diagonal TV.

Schema riepilogativo:

–  Ambientazione: Basso Medioevo. Dal 1461 in poi.
– Location: Spagna. Principalmente Regno di Castiglia, ma fanno la loro comparsa anche il Regno di Aragona, di Francia e altri in modo quasi prettamente narrato.
– Protagonista femminile: Isabella di Castiglia, sorellastra di Enrico l’impotente di Castiglia, è una giovane devota, determinata e coraggiosa che farà ogni cosa in suo potere per salire sul trono di Castiglia e riportare la pace politica e religiosa nel suo regno.
– Protagonista maschile: Secondo me non c’è un vero protagonista maschile, perché ci sono tante presenze importanti e determinanti per la riuscita del piano di Isabella. Tuttavia, di gran rilievo, soprattutto da metà storia in poi c’è Ferdinando d’Aragona, re consorte di Castiglia e re della corona di Aragona ecc. Egli fu un uomo d’armi e un sovrano validi.
– Co-protagonisti: Come dicevo prima: tanti, ma quelli maggiormente rilevanti sono: Gonzalo Chacón, consigliere e confidente delle regina. Alfonso Carrillo de Acuña, arcivescovo, politico e orditore di trame. Juan de Pacheco, consigliere dei re (sì, un po’ di qua un po’ di là) e orditore di trame. Gutierre de Cárdenas, sindaco del regno sempre a servizio dei sovrani cattolici, fedele e leale. Gonzalo Fernández de Córdoba, generale spagnolo e fedelissimo suddito.

Trama:
La serie racconta la vita della regina Isabella di Castiglia, conosciuta dai più come la regina cattolica, la quale, fu una delle donne più potenti del Basso Medioevo. Sicuramente è una storia ricca di intrighi, tradimenti, battaglie, amori e dolori. 

Ecco perché mi è piaciuta:

Questa serie mi ha letteralmente conquistata, non c’è da girarci intorno. Ho adorato tutto, dall’inizio alla fine.
La prima cosa che ho apprezzato è stato lo stile narrativo. La scelta di cosa e come raccontarlo mi è piaciuta tanto. I personaggi sono stati caratterizzati bene, non troppo buoni o cattivi, semplicemente veri. (Ora mi direte: erano così, non si sono inventati nulla) e sono d’accordo, ma è proprio per questo che ho apprezzato la trasposizione, perché quando si racconta è difficile rimanere neutrali. In un modo o nell’altro si rischia sempre di smussare gli angoli per far apparire il personaggio un po’ più come lo immaginiamo piuttosto di come fosse in realtà. Tra l’altro, la caratterizzazione dei personaggi non è stata piatta, ma subiva modifiche in base agli eventi. Belli gli abiti, le ambientazioni e i dialoghi (ce ne sono stati alcuni che mi hanno fatto venire i brividi) insomma, se non si fosse capito dalla prima frase lo ripeto, a me questa serie è piaciuta, fino alla fine.
L’unica pecca, se così si può dire, è che gli anni sono corsi in fretta, ma penso che non potessero fare diversamente.

Quanto mi è piaciuta: 👑👑👑👑👑 (forse, al momento, è una delle mie realizzazioni preferite, vedremo in seguito)

La serie conta due stagioni in italiano ed è conclusa.

Sono curiosa di sapere voi cosa ne pensiate.
Domanda: L’avete vista? Vi è piaciuta?

Alla prossima!
Lucia😊

Pubblicato in: Chiacchiere

Isabel: per fortuna c’era il Cerusico

Carissimo/a history lover, buon momento!

Di’ la verità, quanto ti sono mancati i miei articoli sullo sceneggiato Isabel?

Qualunque sia la risposta, devo dirti subito che oggi non voglio parlare della serie tv perché devo ancora vedere l’episodio di ieri sera (16/01/2019), quindi, niente spam, mi raccomando.

Tuttavia, negli ultimi episodi c’è stata una figura che ha catturato il mio interesse, ossia, il cerusico, un omino che zitto, zitto ha salvato la vita della regina diverse volte.

Con la curiosità che mi contraddistingue (quando mai 😁) sono andata a spulciare qua e là e ho scoperto che:

Il Cerusico altro non era che il precursore del medico chirurgo ma, a differenza della rinomata professione attuale, all’epoca non era ben visto, come se il suo lavoro fosse di bassa manovalanza. In virtù di ciò, aggiungo che non era un medico erudito (in linea generica il medico era colui che valutava lo stato del paziente e ne programmava la cura), solitamente la sua prima attività era quella di macellaio o barbiere e, per questo, la sua unica istruzione derivava dall’esperienza ed era perfezionata dalla manualità.

Ora ti starai chiedendo quando è cambiata la visione su questa professione. Beh, proprio durante il Basso Medioevo, quando l’interazione tra le varie culture e i differenti metodi di cura ha portato l’uomo ad avere una visione più ampia e un maggiore desiderio di migliorare lo stile di vita e di malattia.

Questo desiderio di apprendere e di migliorarsi ha fatto sì che si creassero delle scuole nelle quali venivano insegnati sia i dogmi della medicina sia quelli della chirurgia.

Tuttavia, c’è da precisare che le prima istituzione d’Europa nata con questo intento era a Salerno, probabilmente nel IX secolo, fiorita tra il XI e XIII secolo e con il passare dei secoli, a causa della nascita di Università in città più centrali perse d’importanza, il declino definitivo lo ebbe nel XIX secolo. 

La Scuola Medica Salernitana aveva il compito di insegnare con la pratica l’arte della medicina.

#Curiosità

Nel X secolo Salerno era una delle città più salubri.

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Alla prossima!

Pubblicato in: Curiosando nella storia

Curiosando nella storia ho incontrato Giovanni il Grande

Carissimi history lovers, buon momento!:-D

Anche oggi ho deciso di parlarvi di un personaggio in linea con la serie tv Isabel che tanto compare sul mio blog, perché la versione televisiva di quest’uomo mi strappa sempre qualche sorriso, indi per cui, buona lettura. 😀

«Giovanni Fernández o di Trastàmara, conosciuto con l’appellativo di Giovanni Il Grande, nacque a Medina del Campo il 29 giugno del 1397 o 1398 (c’è un po’ di confusione)e morì a Barcellona il 20 gennaio del 1479. Figlio terzogenito del re della corona d’Aragona Ferdinando di Trastàmara e di Eleonora di Albuquerque (nota come la donna ricca perché ereditò numerosi feudi). Giovanni fu infante di Spagna per diritto di nascita, duca di Perñafieldal 1414 (quando il padre divenne re d’Aragona), re di Navarra per matrimonio dal 1425 al 1479 e re della corona d’Aragona dal 1458 (ossia dalla morte del fratello maggiore Alfonso che fu re della corona d’Aragona dal 1416 con il nome di Alfonso V detto il Magnanimo) tale corona comprendeva: Valencia, Sardegna,Maiorca e Sicilia, inoltre, divenne re titolare di Corsica, conte di Barcellona e delle contee catalane. La vita di Giovanni fu davvero piena di avvenimenti e mi piacerebbe raccontarvene alcuni, ma vedrò prima se è di vostro interesse. Per merito di un volere superiore il 18 giugno 1420 sposò in prime nozze Bianca di Navarra (erede al trono di Navarra), dalla quale ebbe quattro figli il cui primogenito Carlo fu per Giovanni una vera spina nel fianco. Il 1 aprile 1444 sposò in seconde nozze Giovanna Enriquez, dalla quale ebbe altri quattro figli tra cui Ferdinando il Cattolico. Inoltre, ebbe anche otto figli illegittimi. Fu un sovrano apprezzato e un marito in linea con il periodo storico.»

Quante cose ci sarebbero da dire,ma il post deve essere conciso, quindi, ora andiamo a scoprire cosa si celava nel suo animo (in fondo è la parte che ci piace di più).

*****

Giovanni Fernández di Trastàmara stava seduto sul suo trono senza alcuna intenzione di volerlo cedere. Sua moglie Bianca era morta solo da poche ore,eppure, la mente dei suoi parenti più stretti era già preda di pensieri pratici e privi d’affetto.

«Vostra Maestà, cosa avete intenzione di fare? Vostro figlio è deciso a far valere i suoi diritti su Navarra» domandò Pedro,il fidato consigliere del sovrano.

«Diritti!» beffeggiò il re alzandosi per raggiungere la finestra e scorgere il cielo dalle nuvole spumose e grigiastre. Rimase fermo in quella posizione per lungo tempo, con gli occhi fissi sull’esterno, il pensiero perso tra una miriade di riflessioni e le mani agganciate una sull’altra dietro la schiena.

«Maestà?» lo richiamò il servitore accostandosi di un passo.

Giovanni si volse a guardarlo con un accenno di sorriso sulle labbra che spuntava di poco tra la barba curata. «Sarò io a far valere i miei diritti su Navarra» spiegò cauto, come se la donna con la quale aveva condiviso molteplici anni non fosse ancora fredda sul giaciglio.

«Quali? Se mi è lecito chiedere.»

«Era volontà di Carlo III di Navarra che,in caso di morte prematura di Bianca, la corona fosse mia e non di Carlo», chiarì conciso, «e io desidero solo rispettare le ultime volontà del sovrano.»

L’uomo annuì e comprese.

«Dunque, ora cosa faremo?»

«Renderemo omaggio alla mia regina. Le porgeremo i migliori ossequi e faremo in modo che non ci sia alcuno in grado di dimenticarla perché, mio caro amico, nonostante le lotte e il desiderio di potere e di ricchezze, ella è e sarà sempre mia moglie.»

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