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Curiosando nella Storia ho incontrato uno stranissimo Cardinale

Carissimi history Lovers, buon pomeriggio!
Come vi avevo anticipato ecco il secondo fratello di Carlo, Luigi Antonio, vincitore del sondaggio precedente a parimerito con il duca di Parma.

Buona lettura! 😀

«Luigi Antonio Giacomo di Borbone e Farnese – Spagna, nacque a Madrid il 25 luglio del 1727 e morì ad Arenas de San Pedro il 07 agosto 1785 (esattamente 233 anni fa). Figlio del re di Spagna Filippo V e di Elisabetta Farnese, Antonio fu Infante di Spagna per diritto di nascita, cardinale cattolico con investitura da parte di Papa Clemente XII e conte di Chinchón per diritto di acquisizione. Tale contea, infatti, la comprò dal fratello Filippo giacchè egli si era trasferito a Parma. Come ogni Borbone fu cresciuto nella beata ignoranza, infatti, ebbe un’infanzia dedicata interamente alla caccia e agli svaghi consoni per un giovane con il suo stile, inoltre, a soli 8 anni (essendo lontano dalla linea di successione) fu spinto alla vita ecclesiastica e diventò un cardinale cattolico, il più giovane nella storia. Ovviamente non operò mai con questo ruolo, neanche in età adulta, perché conscio di non possedere alcuna vocazione. All’età di ventisette anni rinunciò al cardinalato, previo consenso del fratellastro, re Ferdinando IV e del Papa, al fine di poter vivere una vita di divertimenti tra balli, musica e scherma, ma soprattutto una vita sessuale senza freni. A causa di una incomprensione sulla legge di successione vigente in Spagna, quando salì al trono il fratello Carlo, egli divenne il diretto erede al trono (se volete vi farò un post apposito per spiegare) e per tale ragione non gli fu consentito di sposarsi. Nel 1776, dopo una malattia venerea e anni di dissolutezza, Luigi ottenne dal re il permesso di effettuare un matrimonio morganatico (il coniuge era inferiore di rango) e fu così che si sposò con Maria Teresa de Vallabriga e Rozas.  Fu un matrimonio insofferente, a causa di una moglie dispotica che era solita umiliarlo in pubblico. La coppia ebbe tre figli.»

Ok, direi di avervi detto abbastanza, ora, andiamo a scoprire cosa si celava nel suo nobile animo.

luigi antonio di borbone

*****

Nel sentire l’annuncio del valletto, gli occhi vispi del giovane Borbone si posarono all’istante sull’uscio,  fin troppo curiosi di vedere la graziosa cognata.

«Cardinale Borbone, non sapevo foste qui!» lo salutò Luisa Elisabetta con un sorriso sincero, evitando di guardare il marito seduto alle di lui spalle. Le faceva uno strano effetto chiamarlo Cardinale, ma quella era la sua carica e non avrebbe fatto diversamente.

«Cara cognata, che piacere vedervi!» replicò l’altro con un sorriso altrettanto vero. «Come state?»

«Egregiamente», gli rispose cortese, «notizie dall’arcidiocesi di Toledo?»

«Poche, invéro», sorrise con un’alzata di spalle, «vi ho lasciato il vescovo Bernardo Froilàn Saavedra. Di sicuro è più portato di me per il contatto con i fedeli.»

«Lo credo, fratello, non avete neanche mai ricevuto gli ordini sacri» gli fece notare Filippo burbero, lievemente infastidito dalla gentilezza che la moglie riservava al minore dei suoi fratelli.

«Pedante!» lo rimbrottò allegro senza darvi peso.

«Elisabetta come mai siete qui? Dovevate parlarmi?» domandò alla moglie evitando di rispondere al fratello.

«Avrei dovuto, ma possiamo fare in un altro momento.»

«Non temete, mia cara», aggiunse il Cardinale con un sorriso furbo, «avremo modo di parlare a cena» concluse, prima di congedarsi.

Quando uscì dallo studio di suo fratello Filippo, si rammaricò con se stesso per il proprio temperamento licenzioso. Non riusciva proprio a trattenere il flusso dei pensieri, l’atteggiamento e, per quello, si rimproverò duramente. Era talmente assorto dalle sue riflessioni, che non vide subito la sorella minore andargli incontro.

«Cosa avete fatto questa volta?» gli domandò Maria Antonia con un sorrisino ironico. Era l’unica a conoscenza della sua poca vocazione. «Avete sul volto un’espressione sconfitta.»

«Nulla», borbottò guardandola con cipiglio, «voi, invece, cosa fate in giro senza la vostra dama?»

«L’ho lasciata indietro», minimizzò con un’alzata di spalle, «è lenta e non capisce le mie esigenze.»

«E quali sarebbero, di Grazia?» interloquì con scherno.

«Scoprire perché il medico sia tornato a visitare nostra cognata, per esempio.»

«La curiosità è peccato, sorella» l’ammonì bonariamente.

«Pensate ai vostri di vizi», lo rimbeccò ridendo, «ditemi, l’avete vista?»

«Sì, sta parlando con il marito nel di lui studio.»

«Bene!» trillò la dodicenne correndo fino alla porta per origliare, seguita a ruota dal fratello ma, a un passo dall’uscio piantonato, si bloccarono impacciati.

«Meglio andare altrove» suggerì Luigi Antonio mostrando un po’ di senno. Era vero che fossero Infanti di Spagna, ma alle bizzarie doveva comunque esserci un limite.

Entrambi dispiaciuti per l’inconcludente missione, si allontanarono discorrendo di argomenti futili e privi di mordente, al fine di non apparire agli astanti come dei semplici e volgari pettegoli.

*****

Il nobile Luigi Antonio è stato un uomo che ha avuto una vita “normale”, se così si può dire. Dopo l’acquisizione della contea con annessi edifici, da bravo Borbone (sì, perché era una caratteristica comune) ristrutturò gli immobili e fece costruire il palazzo di Boadilla, nel quale ospitò una piccola corte formata da musicisti e artisti di grande talento, tra cui Francisco Goya e il compositore Luigi Boccherini.

Vi ha fatto piacere conoscerlo?

Vi ricordo, che domani alle 18 ci sarà la sua perla di saggezza o stoltezza. A Presto!

P.S.: Giovedì sulla pagina FB torna il consueto sondaggio sui personaggi storici, non mancate di dire la vostra!

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Curiosando nella Storia ho incontrato Filippo di Borbone – Parma

Carissimi history Lovers, buon pomeriggio!
NOTIZIONA! La settimana scorsa abbiamo avuto un pareggio, quindi, vi presenterò entrambi i fratelli Borbone ma, ovviamente, non entrambi oggi. Adesso vi parlerò del duca di Parma e la settimana prossima di Luigi Antonio (Personaggio particolarmente interessante)

Per chi avesse voluto Antonio, pazientate ancora un po’ :-D, buona lettura!

«Filippo di Borbone – Parma, nacque a Madrid il 15 marzo del 1720 e morì ad Alessandria il 18 luglio del 1765. Figlio del re di Spagna Filippo V e di Elisabetta Farnese, Filippo fu Infante di Spagna per diritto di nascita e duca di Parma e Piacenza per conquista e atavico diritto. Come ogni Borbone fu cresciuto nella beata ignoranza egli, infatti, ebbe un principio d’infanzia dedicata interamente alla caccia e agli svaghi consoni per un giovane con il suo stile però, ben presto, dimostrò un particolare interesse e una proverbiale attitudine alla politica. Grazie al suo spirito intraprendente e al coraggio, durante la Guerra di Successione Austriaca riconquistò Parma (di diritto appartenente alla madre) e nel 1748 ne divenne il duca con il nome di Filippo I, diventando il capostipite dei Borbone – Parma. Fu un sovrano intelligente al quale si devono determinate riforme che portarono  il risanamento delle finanze dello Stato e l’istituzione delle scuole pubbliche.  Per merito di un volere superiore sposò Luisa Elisabetta – Francia, figlia del re di Francia Luigi XV. Fu un marito infelice a causa di una moglie insofferente. La coppia ebbe tre figli.»

Ok, direi di avervi detto abbastanza, ora, andiamo a scoprire cosa si celava nel suo nobile animo. *Sequel dell’incontro precedente * 😀

filippo Parma

*****

Filippo guardò la moglie negli occhi in attesa che dicesse qualcosa. Era stato onesto, forse più del lecito, in quel momento toccava a lei andargli incontro.

L’Infanta si guardò intorno come se stesse cercando qualcosa.

«Mi ignorate di nuovo?» chiese Filippo con un sospiro affranto.

«No», rispose sincera, «cercavo una pezzuola.»

Dalla tasca interna della giacca l’uomo estrasse il proprio fazzoletto e glielo porse ed ella, per la prima volta, gli sorrise. Non un sorriso ampio che potesse arrivare agli occhi, ma una leggera increspatura delle labbra che le ammorbidiva il viso a forma di goccia.

«E sia» concordò non appena si fu asciugata il volto e gli occhi.

«E sia?» replicò lui, inarcando un sopracciglio.

«D’accordo, vi darò il mio supporto» specificò sicura.

«Dunque, eviterete atteggiamenti ambigui e mi darete tregua?»

Ella annuì mortificata e ammise: «Mi dispiace avervi dato il tormento. Sono consapevole che la colpa di queste nozze non è vostra.»

«E neanche vostra» precisò lui con sollievo. Finalmente riuscivano ad avere un dialogo educato e naturale.

«Ascoltatemi, anche se non siamo per l’altro l’esatta scelta, possiamo sempre cercare di creare un rapporto civile e di reciproco rispetto. Magari, un giorno, potremmo addirittura provare affetto. Non trovate?»

«Potremmo» concordò con un sorriso leggermente più rilassato del precedente.

«Vi andrebbe di accompagnarmi da Sua Altezza Reale il Principe delle Asturie e consorte? Ci hanno invitati per una sessione al piano e un bicchierino di Porto» l’espressione di Filippo fu talmente buffa che la fece ridere.

«Non posso berlo» si rammaricò senza smettere di sorridere.

Filippo la guardò diritta negli occhi e le chiese: «Che pedina siete sulla scacchiera?»

Ella ci pensò brevemente. «La regina.»

«Allora potrete berne un goccio, se vi andrà.»

La prese sottobraccio e, insieme, si incamminarono nell’appartamento dell’erede al trono. Quella tregua tra Filippo ed Elisabetta era come un trattato di pace. Due Stati nemici che vanno d’accordo solo per un obiettivo comune: un trono.

*****

Il nobile Filippo è stato un buon duca, anche se in pochi lo ricordano, e un povero marito. Spesso la moglie lo abbandonava per tornare in Francia. Vi ha fatto piacere conoscerlo?

Vi ricordo, che domani alle 18 ci sarà la sua perla di saggezza o stoltezza.

A Presto!

P.S.: Giovedì sulla pagina fb ci sarà ugualmente il sondaggio, ma questa volta non saranno i personaggi in sfida ma i periodi, non mancate di dire la vostra!