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Da leggere: Elizabeth Gaskell (Cap. 27)

Carissimi History Lovers, buon momento!

Continua il nuovo racconto a puntate. Buona lettura!

Greenheys, Manchester, estate 1831

Il dialogo tra William ed Elizabeth stava prendendo una piega insolita e relativamente sbagliata, tanto è vero, che quando sentirono la voce di Mr Robberds, a poca distanza, sussultarono di imbarazzo.
«Cosa state facendo qui?» domandò il padrone di casa, usando uno sguardo indagatore, degno di un inquisitore del passato.
«Reverendo, buongiorno» salutò Gaskell con prontezza. «Stavo leggendo. Miss Gaskell, invece, stava facendo una passeggiata e ci siamo incontrati qui.»
L’uomo si mostrò contrariato, ma non ebbe il cuore di fare una ramanzina a nessuno dei due, perché consapevole che fossero giovani rispettabili, quindi, si premurò solo di invitarli a rientrare con lui per la colazione.
I due avvettarono l’invito con gratitudine e, una parte di loro, fu grata per il suo provvidenziale intervento.
Entrambi, avrebbero dovuto imparare a convivere con quell’insolito desiderio che li faceva parlare e agire in modo sconsiderato.
Erano quindi consapevoli della situazione? Di sicuro era giunto il momento di comportarsi a modo, o forse no.

Attenzione!
Sul blog rimarranno i primi 10 capitoli, scritti ovviamente in versione ridotta.

Gli altri avranno durata di una settimana. 🙂
A lunedì prossimo!

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Da leggere: Elizabeth Gaskell (Cap. 26)

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Greenheys, Manchester, estate 1831

«Non pensate sia una domanda inopportuna, William?» replicò con coraggio.
«Può darsi, ma sono intenzionato a conoscervi meglio e mi preme capire i vostri pensieri.»
«Ponete le vostre domande, allora e non fate insinuazioni» si mostrò contrariata, ma in realtà lo era solo con se stessa per aver avuto pensieri inopportuni la sera precedente, che non poteva assolutamente accennare.
«Siete nuovamente infastidita» considerò lui, ignorando la sua proposta. «Non sono infastidita.»
«E siete una pessima bugiarda» continuò con un sorriso accennato, che non aveva lo scopo di deriderla. Era solo l’esternazione della tenerezza che sentiva crescergli dentro ogni volta che la scopriva in imbarazzo.
«Vi state prendendo gioco di me?»
«Non lo farei mai, Elizabeth, ma ammetto di non comprendervi. Credevo che apprezzaste la mia compagnia e che voleste conoscermi, ma poc’anzi vi siete indignata come se le mie parole fossero state inopportune.»
«Lo erano, per l’amor del cielo, non fingete che non sia così. Sono relativamente giovane e ho, anzi, non ho esperienze dirette, ma non sono un’ingenua. La letteratura fornisce molteplici informazioni. Avete insinuato che incontrandoci in piena notte potessimo cedere ad un tipo di intimità inappropriata tra due conoscenti e non ho potuto permetterlo. Cosa penserebbe Miss Robberds se sapesse che converso con voi in tale libertà?»
«Quindi il problema è l’indignazione generale, non la vostra» comprese William con una punta di sollievo e lei arrossì maggiormente.
Si era rovinata con le sue stesse ammissioni.

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Da leggere: Elizabeth Gaskell (Cap. 25)

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Greenheys, Manchester, estate 1831

William, ripeté mentalmente, assaporando la sensazione piacevole di intimità che aveva scatenato in lei, quel modo di porsi tra loro.
«Allora, William, cosa stavate facendo?» trovò il coraggio di mostrarsi tranquilla.
«Stavo leggendo» indicò il libro appoggiato sulla giacca. «Questa notte non riuscivo a dormire, così sono andato in biblioteca a prendere un romanzo e non ho più smesso di leggere.»
«Anche io non ho dormito» ammise. «Avrei voluto seguire il vostro esempio e andare in biblioteca, ma ho pensato non fosse accettabile.»
«Non vi immaginavo tanto rigida alle regole.»
«Non lo sono. Non sempre, per lo meno. Tuttavia, qui sono solo un ospite e non mi sarei mai perdonata se avessi fatto qualcosa che potesse mettere in difficoltà i miei ospiti.»
«E stare sola con me, non creerà alcuna difficoltà?»
«Non credo. Stiamo solo conversando.»
«E pensate che se ci fossimo incontrati stanotte sarebbe stato diverso?» le domandò, con una curiosità maliziosa che la turbò nell’intimo e la fece inevitabilmente arrossire.

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