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Coppie reali: Curiosità su Maria Amalia Wettin

Carissimo/a History lovers, buon momento!

Ecco il quinto e ultimo appuntamento con la rubrica:
Coppie reali🥰
su Carlo e Maria Amalia.

Curiosi?

Spero proprio di sì. 😉

1) CURIOSITÀ su questi sovrani (Periodo matrimonio 1738-1760)

Oggi parliamo della moglie.
Maria Amalia è pressoché sconosciuta, ma alcuni la ricordano come la bella amazzone.

Durante la sua vita fu definita in diversi modi e, ognuno, rispecchiava un periodo particolare. Come dicevo prima, la prima impressione fu quella della “bella amazzone”, perché era oggettivamente bella ed un’abile cavallerizza portata per la caccia (sport o hobby non propriamente adatto a una signora👸), ma:

Durante il regno di Napoli e di Sicilia (periodo compatibile anche con il matrimonio), fu riconosciuta come la “regina buona” per l’impegno umanitario e “la regina mecenate”, (appellativo probabilmente postumo) in virtù del suo impegno a sostegno dell’arte e degli artisti.

Anche durante il regno spagnolo (1759-1788) dove visse solo un anno, venne riconosciuto il suo mecenatismo(in quel breve periodo riuscì a progettare la creazione della Royal Factory of Good Retreat per la produzione di porcellane della migliore qualità e a proporre un piano di riforma delle infrastrutture sanitarie del regno.)

Nonostante questo, la dote che le fu riconosciuta maggiormente mentre era in vita fu l’acume. Amalia fu sempre un’ottima spalla per il marito e, dopo la nascita del primogenito maschio, entrò di diritto nel consiglio di governo mostrando le proprie idee senza alcun timore. (Amalia sostituì anche il marito durante le sue assenze con notevole capacità.)

Si racconta che fosse una giovane solare e intraprendente, tuttavia, le varie batoste che la colpirono intimamente furono in grado di adombrare il suo carattere.

Pare, che verso l’età adulta ella sia diventata scontrosa e malinconica, a tratti, persino irascibile con la servitù.  (L’arrivo in Spagna fu un ulteriore duro colpo per Amalia che, in realtà, fece fatica ad apprezzare il nuovo regno e popolo ) Nonostante questo, non smise mai di essere una regina giusta e di pensare al benessere del popolo.

IMPORTANTE!🤩

 Ad Amalia sono da riconoscere quasi gli stessi meriti che sono stati dati al marito, con un maggiore riguardo per la costruzione di Edifici. Amalia ebbe un ruolo fondamentale nella realizzazione della Reggia di Caserta. (Anche da Madrid si interessò del progetto intrattenendo un’assidua corrispondenza con il Vanvitelli.)

Frasi del tempo riferite a Maria Amalia Wettin.
Fu descritta: “Nel fiore degli anni, ragguardevole molto per l’esterna bellezza del corpo, ma più per le interne qualità dell’animo […]

Così scrisse Carlo alla madre dopo aver visto il ritratto di Maria Amalia per la prima volta: Carissima madre, mi sembra molto bella e secondo la sua fisionomia deve avere un genio ammirevole. Vi assicuro M.M. che sono molto felice di essere destinato a lei.
Vostro figlio e Re Carlo Sebastiano”


Tanucci scrisse al padre del primo incontro tra i due sovrani: “Venne finalmente la Regina giovedì; fu ricevuta nel confine dal Re sotto un padiglione a tre navate; la di mezzo formava la sala, a mezzo della quale il Re la ricevé e le impedì di inginocchiarsi, trasportandola subito dall’altra parte.”

Tempo dopo, l’ambasciatore francese de l’Hospital scrisse a Luigi XV di Francia: “[…] questa principessa, ambiziosa dalla nascita, aspira a governare e può accadere che un giorno giunga ad avere in Europa una parte importante tanto più che aumenta la sua influenza sullo spirito del re suo sposo.”

Spero che l’articolo ti sia piaciuto, se così fosse, non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti e di condividerlo con chi può essere interessato/a.
Alla prossima!

Se non vuoi saperne di più, magari leggendo un romanzo, c’è anche il mio libro Carlo e Maria Amalia – un amore reale

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Lo sapevi che ‘o Babbà non è di origine napoletana?

Carissimi history lovers, buon momento!

Ho pensato, siccome mangiare ci (mi) piace proprio tanto, di affrontare anche oggi un argomento sfizioso. Quindi, siete pronti a dire addio a una delle certezze mondiali? (esagerata!)

Per comodità narrativa suppongo abbiate risposto di sì.

Ed ecco la super mega notizia: il dolce al rum partenopeo, famoso in tutto il mondo per il suo sapore avvolgente, non è nato a Napoli. 🤦‍♀️

State calmi e non spaventatevi. La verità è che…

C’era un volta, un ucraino dal cognome impronunciabile, Stanislao Leszczynski, a tratti re di Polonia e duca di Lorena, (il nemico di Federico Augusto Wettin, padre di Maria Amalia, per l’ascesa al trono polacco) il quale aveva una passione smodata per la cucina. A quest’uomo piaceva provare pietanze nuove e fare esperimenti su quelle esistenti per renderle maggiormente di suo gusto. E così accadde che, un giorno, mentre il nobile Stanislao giocherellava con il Gugelhupf, chiamato dai polacchi babka (vi dice niente?), ovvero una torta a forma di ciambella un po’ asciuttina che veniva servita con una cremina d’accompagnamento, decise di bagnarla con il tokai, trovandola molto più buona. Questo dolce peraltro è ancora in uso nei paesi europei dell’est e nell’Italia nord orientale. (Confermate, voi abitanti dell’Italia nord orientale?)

Tuttavia però, la leggenda narra un’origine un po’ più variopinta. Si racconta, infatti, che in una giornata particolarmente tediosa per il povero Stanislao, egli, non riuscendo a mandare giù il dolce perché troppo asciutto, l’abbia scagliato dall’altra parte del tavolo dove per fatalità c’era una bottiglia di rum. La folle corsa del dolce finì con l’urto contro la bottiglia di liquore che si rovesciò su di esso, inzuppandolo. Pare, che l’aroma emanato da quella combinazione fu talmente invitante, che costrinse Stanislao ad alzarsi per assaggiarlo all’istante. Il gusto fu di suo gradimento e per tale ragione gli diede il nome di uno dei suoi personaggi preferiti, Alì Babà da “Le mille e una notte”.

Innamorato di questo nuovo dolce, Stanislao inviò la ricetta a Parigi per la figlia Maria, regina di Francia (suocera di Maria Giuseppina Carolina Wettin) con il nome babà. Dalla Francia il dolce giunse alla corte napoletana grazie ai cuochi francesi che andarono a lavorare lì, detti “monsù” e ivi fu perfezionato, gli venne conferita la forma attuale e divenne ‘O Babbà.

Lo sapevate?

Se avete altro da aggiungere lasciate un commento e se vi è piaciuto fatemelo sapere con un segno di supporto 😀

Vi ricordo che è attiva la fidelity card, non perdetevi l’occasione di ricevere un regalino in più per Natale. 😀

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Lo sapevi che: oggi ricorre l’anniversario di matrimonio tra Carlo di Baviera e Maria Amalia d’Asburgo?

Carissimo/a history lovers, buon momento!

In occasione del duecentonovantaseiesimo anniversario di matrimonio di questa coppia, ho deciso di raccontarvi chi fossero e in che modo fossero legati ai miei reali preferiti. ❤

5.10.1722

Il legame è presto svelato…

Non so se ti ricordi, ma c’è stato un momento in cui ti ho detto che, in un modo o nell’altro, a quei tempi erano tutti un po’ parenti. Nel caso specifico, la parentela di cui voglio parlare non è quella tra Carlo di Baviera e Maria Amalia d’Asburgo, ma tra quella della loro primogenita Maria Antonia Wittelsbach e il primogenito di casa Wettin, Federico Cristiano.

Ora ti starai chiedendo: Ma in che modo erano parenti?

I due erano cugini di primo grado in quanto le rispettive madri erano sorelle. 

Indiscrezioni dell’epoca suggeriscono che il principe elettore di Baviera avesse scelto di sposare la florida e maggiore Maria Giuseppa (madre di Federico Cristiano, di Maria Amalia ecc.) ma, siccome era già promessa all’elettore di Sassonia, egli dovette accontentarsi della sorella più giovane.

Inoltre, non so se lo hai notato, Maria Giuseppa diede alla sua primogenita femmina proprio il nome della sorella minore, ossia Maria Amalia.

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Spero che questa curiosità ti sia piaciuta, se così fosse ricordati di condividere 😍
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Alla prossima!