Pubblicato in: News del XVIII secolo

Francesco Saverio Wettin, un figlio cadetto che elevò il suo nome

Carissimo/a history lover, buon momento!

In occasione dell’anniversario di nascita di Francesco Saverio Wettin di Sassonia, ecco due paroline su di lui per chi ancora non lo conoscesse.

«Francesco Saverio Wettin di Sassonia, nacque a Dresda il 25 agosto del 1730 e ivi morì il 21 giugno del 1806. Figlio dell’allora principe elettore Federico Augusto Wettin e di Maria Giuseppa d’Austria, Francesco Saverio fu duca, comandante dell’esercito Sassone, Reggente di Sassonia e conte di Lusazia. Ebbe un’infanzia solitaria a causa della predilezione materna, che portò i fratelli e i servitori a tenerlo in disparte. In gioventù fu un uomo d’armi, servendo in modo egregio sia la Sassonia sia la Francia. In un’epoca ricca di unioni combinate a favore della ragion di Stato, egli ebbe un matrimonio d’amore e lo ottenne contravvenendo alle leggi, ai molteplici suggerimenti e sopportando i numerosi biasimi che gli furono rivolti e che lo costrinsero a lasciare la propria patria a beneficio della moglie, Chiara Spinucci. Fu un ottimo soldato, un buon Reggente e un marito fedele e innamorato. La coppia ebbe dieci figli.»

Di quest’uomo si ricorda l’emarginazione infantile, il rispetto e l’ammirazione conquistata alla corte di Luigi XV, l’amore per la moglie italiana Chiara Spinucci e l’esilio.

#Curiosità
Francesco Saverio fu rifiutato come marito dalla principessa Adelaide di Francia  [pare che Adelaide di Borbone-Francia (figlia di Luigi XV) , preferisse rimanere nubile piuttosto che sposare un uomo senza regno).

In virtù della predilezione materna alla successione al trono Sassone, pare che il povero Francesco Saverio sia stato cresciuto lontano da Dresda, esattamente nel palazzo dei Wettin in Varsavia, e con una istruzione esigua.

Nonostante la famiglia non si aspettasse molto da lui, egli si offrì di andare in guerra contro la Prussia durante quella che poi divenne la Guerra dei sette anni e fu in quel frangente che, a capo di un corpo dell’esercito sassone, alle dipendenze del re di Francia, dimostrò il suo talento militare, distinguendosi e riuscendo in breve tempo a ottenere il rispetto degli uomini più importanti.

Ok, direi di avervi detto abbastanza, ora, come sempre, vi mostro una piccola parte del suo nobile animo, che ritroverete anche in Francesco e Chiara, una scelta d’amore.

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*****

Il Reggente rimase rigido sulla sedia in attesa che la sua Chiara uscisse dalla stanza, poi rivolse alla cognata uno sguardo scuro e di silente rimprovero.
«Oh, cielo! Non guardatemi con tale biasimo,» parlò la donna sottovoce per non farsi udire dai presenti, «non potevo negarle una tale richiesta.»
«L’avete data in pasto alla belva!» l’accusò, spostando lo sguardo sulla porta chiusa.
«Lady Elisabeth è un’ottima persona, Francesco, vi prego di non parlare di lei con tali termini.»
«Credete non lo sappia?» fiatò l’uomo con esasperazione. «Lavora qui da talmente tanto tempo, che è come se fosse un membro di famiglia,» fece una pausa per grattarsi la fronte corrucciata e riordinare le parole, « ed è proprio per questo che la temo.»
«Credo di non capire» ammise la donna lanciandogli uno sguardo confuso.
«Temo che l’allontani da me» confessò con voce flebile. «Ho paura che riesca a persuaderla con argomentazioni valide, come le difficoltà che arriveranno con la nostra unione.»
«Chiara è consapevole dei rischi» chiarì Maria Antonia con gentilezza, comprendendo bene la di lui confusione.
«E se alla fine scegliesse di non lottare per noi?»
«Se dovesse fuggire al vostro sentimento, Francesco, significherebbe che esso non è abbastanza forte e, quindi, non dovreste fare altro che gioirne.»
L’uomo annuì capendo a pieno quelle parole e sentendo il cuore agitarsi con una miriade di domande.

*****

Spero ti abbia fatto piacere ritrovarlo o conoscerlo. Alla Prossima!

Pubblicato in: News del XVIII secolo

Chiara Spinucci, la dama che fece innamorare una Altezza Reale.

Carissimo/a history lover, buon momento!

In occasione dell’anniversario di nascita di Chiara Spinucci, ecco due paroline su di lui per chi ancora non la conoscesse.

«Maria Chiara Spinucci, nacque a Fermo il 26 agosto del 1741 e morì a Porto San Giorgio il 23 novembre del 1792. Figlia del conte Giuseppe Spinucci e di Beatrice Vecchi-Buratti, Chiara fu una nobildonna italiana fin dalla nascita e contessa per matrimonio. Ebbe una gioventù serena, sempre in viaggio e nella costante ricerca di un ruolo che le si confacesse, il quale, giunse alla corte di Maria Antonia di Baviera in Wettin. In un’epoca ricca di unioni combinate a favore della ragion di Stato, ella ebbe un matrimonio d’amore, e lo ottenne contravvenendo alle leggi, ai molteplici suggerimenti e sopportando i numerosi biasimi che le furono rivolti, ciò nonostante fu una donna felice. La coppia ebbe dieci figli.»

Di questa donna si ricorda la grazia e la capacità di farsi notare e far innamorare di sé una altezza reale.

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Estratto da Francesco e Chiara:

Il respiro della giovane dama italiana si espanse d’improvviso sul vetro, aggredendolo e bollandolo con il suo rovente spasimo. Si era ripromessa di non pensare. Aveva pregato affinché la sua mente non le riproponesse quel volto austero, meraviglioso e irraggiungibile, ma essa, traditrice, continuava impavida proprio in quella missione. Quasi stizzita lanciò un ulteriore sguardo alle stelle prima di puntarlo al giardino inghiottito nel buio. Era stanca, spossata dalla lotta interiore che stava intraprendendo tra ragione e sentimento. Poteva quasi vedere il cuore e il cervello che si guardavano con astio, portando alle sue labbra ognuno le proprie ragioni e, quello, non faceva altro che farle anelare solo di scomparire.
Mossa dal desiderio inconcludente di ribellione, afferrò il mantello e corse all’esterno. Si mosse rapida tra i sentieri immersi nel verde, inspirando a pieni polmoni il profumo della notte mescolato con quello della natura in fiore. Avanzò rapida e leggera fino all’enorme scalone dove egli le parlò affabilmente la prima volta e non poté credere a quanto le facesse male dover rinunciare a qualcosa, o meglio a qualcuno, che invéro non era neanche mai stato suo.
«Chiara?» sentì chiedere alle sue spalle.
Il sussulto di lei fu inevitabile, come la sorpresa nei suoi occhi.
«Vostra Grazia! Cosa fate qui?» domandò senza pensare.
«Potrei farvi la stessa domanda», replicò avvicinandosi a lei per osservarne i lineamenti al chiaror di Luna. «A quest’ora, per giunta?»
«Avevo bisogno di passeggiare» ammise senza filtri.
«Qualcosa vi turba?»
«Sì, Vostra Grazia» confessò con onestà, abbassando lo sguardo.
«Per questa ragione siete fuggita da me?» incalzò diretto il duca, senza inutili giri di parole. Aveva bisogno di capire se il trasporto che le aveva letto negli occhi fosse stata solo un’illusione o pura realtà.
«In parte sì» sospirò non riuscendo a contenere l’afflizione. Poi ripensò allo sforzo occorso per garantire alla gran dama  il proprio disinteresse e indietreggiò d’un passo. «Devo rientrare.»
«Fuggite, nuovamente» le fece notare confuso.
«Vi prego di capire!» soffiò soltanto, prima di raccogliere le gonne e correre via.

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Spero ti abbia fatto piacere ritrovarlo o conoscerlo. Alla Prossima!

Pubblicato in: News del XVIII secolo

Francesco Saverio Wettin, un figlio cadetto che elevò il suo nome

Carissimo/a history lover, buon momento!

In occasione dell’anniversario di nascita di Francesco Saverio Wettin di Sassonia, ecco due paroline su di lui per chi ancora non lo conoscesse.

«Francesco Saverio Wettin di Sassonia, nacque a Dresda il 25 agosto del 1730 e ivi morì il 21 giugno del 1806. Figlio dell’allora principe elettore Federico Augusto Wettin e di Maria Giuseppa d’Austria, Francesco Saverio fu duca, comandante dell’esercito Sassone, Reggente di Sassonia e conte di Lusazia. Ebbe un’infanzia solitaria a causa della predilezione materna, che portò i fratelli e i servitori a tenerlo in disparte. In gioventù fu un uomo d’armi, servendo in modo egregio sia la Sassonia sia la Francia. In un’epoca ricca di unioni combinate a favore della ragion di Stato, egli ebbe un matrimonio d’amore e lo ottenne contravvenendo alle leggi, ai molteplici suggerimenti e sopportando i numerosi biasimi che gli furono rivolti e che lo costrinsero a lasciare la propria patria a beneficio della moglie, Chiara Spinucci. Fu un ottimo soldato, un buon Reggente e un marito fedele e innamorato. La coppia ebbe dieci figli.»

Di quest’uomo si ricorda l’emarginazione infantile, il rispetto e l’ammirazione conquistata alla corte di Luigi XV, l’amore per la moglie italiana Chiara Spinucci e l’esilio.

#Curiosità
Francesco Saverio fu rifiutato come marito dalla principessa Adelaide di Francia  [pare che Adelaide di Borbone-Francia (figlia di Luigi XV) , preferisse rimanere nubile piuttosto che sposare un uomo senza regno).

In virtù della predilezione materna alla successione al trono Sassone, pare che il povero Francesco Saverio sia stato cresciuto lontano da Dresda, esattamente nel palazzo dei Wettin in Varsavia, e con una istruzione esigua.

Nonostante la famiglia non si aspettasse molto da lui, egli si offrì di andare in guerra contro la Prussia durante quella che poi divenne la Guerra dei sette anni e fu in quel frangente che, a capo di un corpo dell’esercito sassone, alle dipendenze del re di Francia, dimostrò il suo talento militare, distinguendosi e riuscendo in breve tempo a ottenere il rispetto degli uomini più importanti.

Ok, direi di avervi detto abbastanza, ora, come sempre, vi mostro una piccola parte del suo nobile animo, che ritroverete anche nelle “Istantanee di Chiara”

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Il Reggente rimase rigido sulla sedia in attesa che la sua Chiara uscisse dalla stanza prima di rivolgere alla cognata uno sguardo scuro di silente rimprovero.
«Oh, cielo! Non guardatemi con tale biasimo», parlò la donna sottovoce per non farsi udire dai presenti, «non potevo negarle una tale richiesta.»
«L’avete data in pasto alla belva!» l’accusò spostando lo sguardo sulla porta richiusa.
«Lady Elisabeth è un’ottima persona, Francesco, vi prego di non parlare di lei con tali termini.»
«Credete non lo sappia?», fiatò l’uomo con esasperazione, «lavora qui da talmente tanto tempo, che è come se fosse un membro di famiglia», fece una pausa per grattarsi la fronte corrucciata e riordinare le parole, «ed è proprio per questo che la temo.»
«Credo di non capire» ammise la donna lanciandogli uno sguardo confuso.
«Temo che l’allontani da me», confessò con voce flebile, «ho paura che riesca a persuaderla con argomentazioni valide, come le difficoltà che arriveranno con la nostra unione.»
«Chiara è consapevole dei rischi» chiarì Maria Antonia con gentilezza, comprendendo bene la di lui confusione.
«E se alla fine scegliesse di non lottare per noi?»
«Se dovesse fuggire al vostro sentimento, Francesco, significherebbe che esso non è abbastanza forte e quindi, non dovreste fare altro che gioirne.»
L’uomo annuì capendo a pieno quelle parole e sentendo il cuore agitato da una miriade di domande.

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Spero ti abbia fatto piacere ritrovarlo o conoscerlo. Alla Prossima!