Pubblicato in: Carlo e Maria Amalia

Lo sapevi che i cugini Isabella e Antonio Pasquale nacquero lo stesso giorno?

Carissimo/a history lover, buon momento!

È con infinita gioia (🤦‍♀️) che vi comunico tale notizia: oggi, Isabella di Borbone – Parma (nipote di Carlo ❤) e Antonio Pasquale di Borbone (figlio di Carlo❤️) festeggerebbero il compleanno.

A U G U R I ! 🤣

Era il lontano 31 dicembre 1741 quando, in una delle stanze padronali della residenza nobiliare in Madrid, si sentì il vagito di Isabella e le grida isteriche di Luisa Elisabetta, moglie di Filippo (fratello di Carlo)

Isabella di Borbone era una donna dalla bellezza straordinaria e dall’intelligenza assai pronunciata. Le caratteristiche personali di cui era dotata hanno fatto in modo che fosse apprezzata da chiunque la incontrasse, ciò nonostante, l’esiguità delle sue opere, forse a causa del poco tempo (morì a 22 anni), non permette ai posteri di ricordarla. Di lei si rammenta la particolare amicizia con la cognata Maria Cristina d’Austria (sorella dell’imperatore del Sacro Romano Impero Giuseppe II) perché, soprattutto all’epoca, si insinuava una relazione amorosa tra le due.

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Era il lontano 31 dicembre 1756 quando, in una delle stanze padronali della residenza reale nel Regno di Napoli, si sentì il vagito di Antonio Pasquale e l’amorevole sollievo di Maria Amalia, moglie di Carlo.

Antonio Pasquale di Borbone era un uomo dedito alla famiglia e alla causa del regno di Spagna. Fu un grande sostegno per il nipote sovrano e si distinse
per la sua tenacia durante l’invasione francese.

Alcuni personaggi potrai conoscerli qui Carlo e Maria Amalia un amore reale

Inoltre ho una copia cartacea da poterti inviare con dedica. 😊

Spero ti sia piaciuto l’articolo, nel caso la risposta fosse affermativa, (certo che lo è😉) ricordati di seguire il blog e di condividere, perché è un modo carino di ringraziarmi 😀
Alla prossima!

 

Pubblicato in: Carlo e Maria Amalia

Lo sapevi che Leopoldo I di Toscana fu il primo ad abolire la pena di morte?

Carissimo/a history lover, buon momento!

Lo sapevi che Leopoldo I di Toscana fu il primo ad abolire la pena di morte?

Nel caso non lo avessi saputo, eccomi pronta a fare un breve, brevissimo riassunto. 😉

Per prima cosa vorrei dirti chi è stato Leopoldo I.

Leopoldo I di Toscana era conosciuto all’anagrafe come 
Peter Leopold Joseph Anton Joachim Pius Gotthard von Habsburg-Lothringen, detto più semplicemente Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena. Figlio della ben nota Maria Teresa d’Asburgo e dell’Imperatore Francesco I di Lorena, egli fu fratello delle chiacchierate regine Maria Antonietta di Francia e di Maria Carolina di Napoli e, particolare più importante, fu marito dell’infanta Maria Luisa di Borbone-Spagna e genero di Carlo III di Spagna❤.

Affinché tu lo sappia, ho in progetto di scrivere la sua vita con Maria Luisa e, in realtà, l’ho già iniziata. 

Leopoldo I di Toscana, durante il suo periodo di regno come granduca di Toscana dimostrò di essere un sovrano illuminato e tra le molteplici riforme che attuò a beneficio del popolo oggi, in occasione dell’anniversario,  ti rivelo quella giudiziaria. Egli, infatti, mise ordine nelle molteplici Leggi di origine medievale che ancora vigevano nel Granducato e abolì il reato di lesa maestà, la confisca dei beni, la tortura e, la pena di morte grazie alla “Riforma criminale toscana” o “Leopoldina” del 1786.

Indi per cui…

La Toscana fu il primo Stato nel mondo ad abollire la pena di morte. 

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Nel caso non sapessi chi fosse Carlo III di Spagna, puoi iniziare a  conoscerlo leggendo il romanzo Carlo e Maria Amalia un amore reale.😉

Pubblicato in: Carlo e Maria Amalia

Lo sapevi che oggi ricorre l’anniversario della nascita di Antonio Farnese?

Carissimo/a history lover, buon momento!

È con infinita gioia (🤦‍♀️) che vi comunico tale notizia: oggi, Antonio Farnese, (prozio di Carlo ❤ e duca di Parma e Piacenza) compirebbe 339 anni.

A U G U R I ! 🤣

Era il lontano 29 novembre 1679 quando, in una delle stanze padronali della residenza nobiliare in Parma, si sentì il vagito di Antonio. 

Antonio Farnese era un uomo dedito ai viaggi e ai divertimenti. Le caratteristiche personali di cui era dotato hanno fatto in modo che non fosse ricordato dai posteri con particolare interesse. Di lui si ricorda la passione per la buona cucina, il gioco d’azzardo, la caccia e l’avversione per la monogamia e i legami in genere. Proprio quest’ultima, unita alla contrarietà di suo fratello Francesco (duca di Parma e Piacenza) nel farlo sposare portò all’estinzione del ramo maschile di famiglia. Antonio, infatti, per diritto successorio fu l’ultimo Farnese a salire sul trono del ducato di Parma e Piacenza.
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Di seguito un estratto da Carlo e Maria Amalia un amore reale

La dama spostò lo sguardo e lesse con calma:

“Cara duchessa,

questa mia, vuole essere un avvertimento in virtù del legame di parentela che un tempo ci univa. Voglio mettervi in guardia su quello che andrà ad accadere se continuerete ad avanzare sul sentiero in cui vi trovate ora. A breve verrete sottoposta,su mia insistenza, a una ‘ispezione corporale’.

Cara zia, vi duole se vi chiamo ancora così? Il mio consiglio è di evitarvi un tale disonore e di lasciare a mio figlio il posto che gli spetta su quel trono. E.F.M.[1]”

Nel leggere quello scritto anche Giada ne fu sconvolta e palesò il suo sgomento con una domanda. «Vostra Grazia, cosa avete intenzione di fare?»

Enrichetta espirò più volte l’aria dai polmoni per calmare il tremito e riprendere il controllo. Era una duchessa prima di tutto e si sarebbe comportata come tale.

«Mi sottoporrò all’ispezione» rispose sicura, anche se la voce era ancora un po’ spezzata dal pianto recente.

«Ma», protestò la dama, «sarà una tale vergogna per la vostra persona.»

La duchessa si volse a guardarla con gli occhi lucidi e brillanti di determinazione: «Non mi piegherò mai alle sue minacce.»

«Ma verrete spogliata delle vostre vesti innanzi…»

«Taci» l’ammonì voltandosi e troncando ogni sua replica.

Rimase in silenzio per lungo tempo a fissare l’esterno. La pioggia stava percuotendo tutt’intorno e implacabile si abbatteva anche contro la finestra. Sembrava quasi schiaffeggiarla e si sentiva stanca, percossa da quella furia come se non ci fosse alcun vetro a proteggerla. Quando fu pronta, posò le mani sul ventre e disse con voce chiara,priva di pianto: «Questo bambino esiste, Giada, merita il suo trono e lotterò per questo.»

«Vostra Grazia, avete pensato se fosse una femmina? Vi sarete sottoposta a una tale umiliazione per nulla.»Enrichetta D’Este conosceva bene cosa avrebbe perso se il nascituro fosse stato femmina. Era consapevole, che se fosse stata una bambina il trono sarebbe passato al primogenito di Elisabetta come sanciva il trattato di Londra e non avrebbe potuto farci niente. In quanto vedova avrebbe perso tutto il potere ottenuto con quella gravidanza e sarebbe stata cacciata da Parma senza alcun riguardo.Lo sapeva, ma in virtù delle probabilità doveva opporsi.


[1] E.F.M.: Elisabetta Farnese Maestà

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Alla prossima!