Pubblicato in: News sul Medioevo

Medioevo: Usuraio

Carissimo/a history lover, buon momento!

Eccoci al decimo appuntamento con *Lo sapevi che – Medioevo* 

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BREVE RIASSUNTO:
«Come ho scritto le volte precedenti e, come ben sapete, ma che ripeto per i neofiti*, il Medioevo è inteso come il periodo storico che unisce l’antichità al rinnovamento rinascimentale e viene spiegato come un periodo di luci e ombre. Luci, perché proprio in quel periodo ci furono delle interessanti invenzioni che diedero il via al Rinascimento e, in modo più chiaro, al miglioramento dello stile di vita, soprattutto dei lavoratori e dei lor Signori. (Occhiali da vista, aratro, mulino alimentato ad acqua ecc.) Ombre, perché nonostante ci fossero molte migliorie, l’ignoranza era una piaga che coglieva la maggior parte del popolo causando una miriade di altri problemi. (L’Inquisizione, le crociate, ecc.)

Inoltre, come anticipato, la società medievale grazie al ruolo dell’evangelizzazione, aveva una visione dualistica del mondo: da un lato c’era Dio e dall’altro Satana, quindi, era necessario schierarsi.

L’uomo medievale è, nella memoria collettiva, il cavaliere, il sacerdote, il crociato o il signore del castello che, dal suo rialzo, decideva le sorti di chiunque. Nello specifico avevano il ruolo di:
Prelato: uomo di Chiesa;
Cavaliere: combattente;
Lavoratoti: servitori delle prime due classi
.
(Clicca qui per leggere articolo completo)

La donna medievale è, nella memoria collettiva, la dama, la serva o la suora che, dal suo posto, subiva le decisioni degli uomini. Nello specifico era percepita come una figura debole e bisognosa di protezione.

In linea generale, la donna medievale viveva una vita monotona, costellata da impegni che si ripetevano giorno dopo giorno. Ovviamente, le dame rispetto alle serve erano meno pressate dalle incombenze fisiche, tuttavia, è bene precisare che: Le donne non dovevano avere il tempo di oziare. Nello specifico:
Castellana: donna e dama che gestiva il castello;
Suora:
donna di Chiesa;
Lavoratoti:
donne libere che hanno la necessità di lavorare.
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Parlando individualmente delle singole categorie, ho parlato dei cavalieri, ricordando che erano uomini facenti parte della cavalleria (la cavalleria era una classe nobiliare della società medievale, che identificava i guerrieri a cavallo a cui un  signore ne aveva riconosciuto il titolo.) e che, in linea generale, avevano il compito di proteggere e servire il proprio Signore, attraverso l’arte della guerra.
(Clicca qui per leggere articolo completo)

Dei crociati.(Clicca qui per leggere articolo completo)

Dei mercenari.(Clicca qui per leggere articolo completo)

Dei mercanti.(Clicca qui per leggere articolo completo)»

Tra le figure maschili oggi parlo degli usurai.

Chi era l’usuraio? 🤔

L’usuraio era ed è, nella memoria collettiva, colui che presta del denaro con un tasso di interessi altissimo. Il termine usuraio, quindi, deriva da usura che nel medioevo stava a indicare un interesse, di qualsiasi tipo, applicato per prestiti in denaro o in natura.

La storia racconta che l’usuraio medievale fosse l’individuo che viveva proprio grazie a questa professione ambigua e disonorevole, infatti, era visto male dalla società, molto più del mercante. Per questa ragione l’usura era considerata un peccato, tanto da essere vietata sia dai concili ecclesiastici sia dalla normativa dei poteri laici.

Le norme contro l’usura comunque furono aggirate tramite diversi stratagemmi. Principalmente si trasformava il prestito nella vendita di un bene revocabile, che è simile a quello che oggi si chiama: pegno del prestito.

Un’altra tecnica era giocare sul tasso di cambio di valuta.

Nel Basso Medioevo, mentre si diffondevano i rapporti creditizi e i divieti relativi all’usura, furono costretti a mettere delle regolamentazioni nelle quali erano precisati sia i limiti di interesse lecito per il creditore, sia chi poteva prestare il denaro legittimamente.
 

#Curiosità

Jacques Le Goff, uno storico e accademico francese, studioso della storia e della sociologia del Medioevo, definì il secolo XIII secolo della giustizia, perché i canonisti equipararono l’usura a un peccato contro la giustizia.

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Se hai altro da aggiungere lascia un commento, lo leggerò volentieri.
Alla prossima!

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Medioevo: Il Mercante

Carissimo/a history lover, buon momento!

Eccoci al nono appuntamento con *Lo sapevi che – Medioevo* 

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BREVE RIASSUNTO:
«Come ho scritto le volte precedenti e, come ben sapete, ma che ripeto per i neofiti*, il Medioevo è inteso come il periodo storico che unisce l’antichità al rinnovamento rinascimentale e viene spiegato come un periodo di luci e ombre. Luci, perché proprio in quel periodo ci furono delle interessanti invenzioni che diedero il via al Rinascimento e, in modo più chiaro, al miglioramento dello stile di vita, soprattutto dei lavoratori e dei lor Signori. (Occhiali da vista, aratro, mulino alimentato ad acqua ecc.) Ombre, perché nonostante ci fossero molte migliorie, l’ignoranza era una piaga che coglieva la maggior parte del popolo causando una miriade di altri problemi. (L’Inquisizione, le crociate, ecc.)

Inoltre, come anticipato, la società medievale grazie al ruolo dell’evangelizzazione, aveva una visione dualistica del mondo: da un lato c’era Dio e dall’altro Satana, quindi, era necessario schierarsi.

L’uomo medievale è, nella memoria collettiva, il cavaliere, il sacerdote, il crociato o il signore del castello che, dal suo rialzo, decideva le sorti di chiunque. Nello specifico avevano il ruolo di:
Prelato: uomo di Chiesa;
Cavaliere: combattente;
Lavoratoti: servitori delle prime due classi
.
(Clicca qui per leggere articolo completo)

La donna medievale è, nella memoria collettiva, la dama, la serva o la suora che, dal suo posto, subiva le decisioni degli uomini. Nello specifico era percepita come una figura debole e bisognosa di protezione.

In linea generale, la donna medievale viveva una vita monotona, costellata da impegni che si ripetevano giorno dopo giorno. Ovviamente, le dame rispetto alle serve erano meno pressate dalle incombenze fisiche, tuttavia, è bene precisare che: Le donne non dovevano avere il tempo di oziare. Nello specifico:
Castellana: donna e dama che gestiva il castello;
Suora:
donna di Chiesa;
Lavoratoti:
donne libere che hanno la necessità di lavorare.
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Parlando individualmente delle singole categorie, ho parlato dei cavalieri, ricordando che erano uomini facenti parte della cavalleria (la cavalleria era una classe nobiliare della società medievale, che identificava i guerrieri a cavallo a cui un  signore ne aveva riconosciuto il titolo.) e che, in linea generale, avevano il compito di proteggere e servire il proprio Signore, attraverso l’arte della guerra.
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Tra le figure maschili oggi parlo dei mercanti.

Chi era il mercante? 🤔

Il mercante è, nella memoria collettiva, il commerciante che vendeva la propria merce per un tornaconto economico.

La storia racconta che il Mercante medievale fosse l’individuo che tentavano di sopravvivere o di arricchirsi attraverso il commercio.
Inizialmente era visto come un lavoro degradante, ma a partire dal XII secolo la popolazione comune capì che era un modo per diventare liberi e indipendenti. Inoltre, il Mercante, cercò anche di influenzare la politica cittadina e, non era raro, che occupasse cariche importanti nel suo governo.

Come ho detto in altre occasioni, la mentalità medievale credeva principalmente nel divino e nella staticità dei privilegi della propria classe sociale, aborrendo i cambiamenti. Per questa ragione i mercanti non erano visti bene, perché in definitiva erano persone che volevano sovvertire le regole e cambiare il proprio status sociale. (alcuni ci riuscirono)
 
La sua figura ebbe origine nell’antichità (il commerciante), ma intorno all’anno Mille iniziò il cambiamento. La popolazione nelle città medievali iniziò a crescere esponenzialmente e con essa anche l’esigenza delle persone di migliorare il proprio stile di vita. Le città subirono un cambiamento importante, passando da luoghi di rifugio ad aree per il commercio. Nel corso del Medioevo, infatti, grazie al lavoro dei mercati e della relativa attività commerciali, le città diventarono aree di interscambio. Lo straniero assunse un ruolo importante e fece sì che la popolazione potesse avere più lavoro e quindi maggiore prosperità.

Da quello che ci è dato sapere, fu proprio questo a rendere la figura dei mercanti importante.

#Curiosità

Secondo le credenze dell’epoca  il lavoro era visto come una specie di castigo per il peccato originale.

Grazie ai mercanti, invece, diventa uno strumento di riscatto e il lavoratore inizia a trovare il proprio posto nella società e ad imporsi con un certo individualismo.

I mercanti iniziano ad avere il cognome, prerogativa che prima era riservata soltanto ai nobili.

Le tracce della parola mercante nascono intorno al XIII secolo e deriva dalla parola ‘mercatante’, che stava ad indicare colui che esercitava la mercatura (commercio o merce trafficata).

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Medioevo: Il Mercenario

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BREVE RIASSUNTO:
«Come ho scritto le volte precedenti e, come ben sapete, ma che ripeto per i neofiti*, il Medioevo è inteso come il periodo storico che unisce l’antichità al rinnovamento rinascimentale e viene spiegato come un periodo di luci e ombre. Luci, perché proprio in quel periodo ci furono delle interessanti invenzioni che diedero il via al Rinascimento e, in modo più chiaro, al miglioramento dello stile di vita, soprattutto dei lavoratori e dei lor Signori. (Occhiali da vista, aratro, mulino alimentato ad acqua ecc.) Ombre, perché nonostante ci fossero molte migliorie, l’ignoranza era una piaga che coglieva la maggior parte del popolo causando una miriade di altri problemi. (L’Inquisizione, le crociate, ecc.)

Inoltre, come anticipato, la società medievale grazie al ruolo dell’evangelizzazione, aveva una visione dualistica del mondo: da un lato c’era Dio e dall’altro Satana, quindi, era necessario schierarsi.

L’uomo medievale è, nella memoria collettiva, il cavaliere, il sacerdote, il crociato o il signore del castello che, dal suo rialzo, decideva le sorti di chiunque. Nello specifico avevano il ruolo di:
Prelato: uomo di Chiesa;
Cavaliere: combattente;
Lavoratoti: servitori delle prime due classi
.
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La donna medievale è, nella memoria collettiva, la dama, la serva o la suora che, dal suo posto, subiva le decisioni degli uomini. Nello specifico era percepita come una figura debole e bisognosa di protezione.

In linea generale, la donna medievale viveva una vita monotona, costellata da impegni che si ripetevano giorno dopo giorno. Ovviamente, le dame rispetto alle serve erano meno pressate dalle incombenze fisiche, tuttavia, è bene precisare che: Le donne non dovevano avere il tempo di oziare. Nello specifico:
Castellana: donna e dama che gestiva il castello;
Suora:
donna di Chiesa;
Lavoratoti:
donne libere che hanno la necessità di lavorare.
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Parlando individualmente delle singole categorie, ho parlato dei cavalieri, ricordando che erano uomini facenti parte della cavalleria (la cavalleria era una classe nobiliare della società medievale, che identificava i guerrieri a cavallo a cui un  signore ne aveva riconosciuto il titolo.) e che, in linea generale, avevano il compito di proteggere e servire il proprio Signore, attraverso l’arte della guerra.
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Per continuare le figure dei combattenti, oggi parlo dei mercenari.

Chi era il mercenario? 🤔

Il mercenario è, nella memoria collettiva, il condottiero che combatteva solo per il mero tornaconto economico. (in realtà questa figura esiste ancora)

La storia racconta che il Mercenario avesse, quindi, come obiettivo primario: “guadagnare per vivere.”
A differenza dei Cavalieri, che erano spinti da ideali nobili e dal rispetto del proprio Signore, e dei Crociati, che erano votati al combattimento per la liberazione di Gerusalemme dagli infedeli, il Mercenario era privo di ideali e di un signore a cui essere fedele, tanto è vero, che sul campo di battaglia poteva capitare che cambiasse schieramento per un compenso più alto.

La sua figura ebbe origine nell’antichità. Nel Medioevo poi si crearono delle vere e proprie truppe chiamate compagnie di ventura. Queste truppe, formate dai  soldati di ventura (mercenari), erano guidate da un condottiero, noto anche come capitano di ventura, che si schieravano, come detto prima, in favore del Signore che gli consentiva un guadagno maggiore.

Per esempio, tra queste compagnie di mercenari c’erano i Variaghi (ex vighinghi 😁), ti ricordi? Se non lo hai letto clicca qui.

Da quello che ci è dato sapere, successivamente fu la famiglia normanna Drengot a proporsi come soldati mercenari ai principi longobardi, proseguendo di fatto, l’espansione di questa professione.

#Curiosità
Fin dalla fine del XII secolo, nell’Italia comunale, furono arruolati piccoli gruppi mercenari e dalla seconda metà del XIII secolo divenne più frequente, tanto che si autorizzò anche la pratica delle “sostituzioni”, ovvero, si sostituiva un soldato con un altro previo compenso.

Lo scrittore e filosofo Niccolò Macchiavelli fu uno dei primi a denunciare la pericolosità di questi soldati.
«Se uno tiene lo Stato fondato sulle armi mercenarie non starà mai fermo né sicuro, perché le [esse] sono disunite, ambiziose, senza disciplina, infedeli… Non hanno altro amore né altra ragione che le tenga in campo che un poco di stipendio, il quale non è sufficiente che vogliano [perché vogliano] morire per te. Vogliono ben essere tuoi soldati, mentre che tu non fai guerra; ma, come la guerra viene, vogliono o fuggirsi o andarsene.»
Cit. da L’arte della guerra

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