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Natale alla corte dei Borbone di Francia

Carissimi history lovers, buon momento!

Prosegue il viaggio verso il Natale. ðŸŽ„

Oggi vi parlo delle tradizioni natalizie alla corte dei Borbone di Francia😉
[Siamo nella Francia del XVIII secolo.]

P.S.: vi ricordo che racconto solo le cose che ho imparato durante le mie ricerche.

Chi sono i Borbone di Francia?🤔

Borbone Ã¨ il nome di uno dei Casati reali più importanti e antichi d’Europa.
Si specifica di Francia perché, nel corso del secolo XVIII, il Casato si spinse anche altrove: Spagna, Napoli e Parma. [Per saperne di più leggi questo articolo]

Il Casato discende da un ramo cadetto [di figlio cadetto non primogenito] della nota dinastia dei Capetingi, che ereditò il trono francese nel 1589 perché non c’erano più membri dei rami primari.

[Del Casato Borbone di Francia facevano parte, tra gli altri, i noti: Luigi XIV (Re Sole), Luigi XV (Re Sole nero), Luigi il Delfino, (marito di Maria Cristina Giuseppina Wettin), Luigi XVI. Ricordi?]

Ma alla corte dei Borbone di Francia, si festeggiava il Natale?🤔

I Borbone, essendo prevalentemente sovrani Cattolici (anche se non ai livelli di Isabella e Ferdinando) diciamo, re credenti, avevano fortemente a cuore le festività religiose, intese però al fine di esaltarne la sacralità e la propria Fede. (Proprio come per il Portogallo)

#Curiosità
Si racconta, che il Re Sole fu battezzato proprio il giorno di Natale e che egli si impegnasse molto affinché la natività fosse sentita.

#Curiosità 2 che non c’entra con il Natale

Sempre Luigi XIV, ogni anno, nella giornata del Giovedì Santo e, dall’età di quattro anni sino alla morte, effettuava in prima persona la cerimonia della lavanda dei piedi insieme ai vescovi cattolici. [(Questo gesto richiamava l’azione fatta da Gesù verso gli Apostoli durante l’Ultima Cena.) La lavanda dei piedi divenne poi una caratteristica dell’ospitalità nel mondo antico. Un dovere e segno di rispetto dello schiavo verso il padrone, della moglie verso il marito e del figlio verso il padre.)
Tornando a Luigi XIV, per quella ricorrenza venivano scelti dodici poveri (come gli Apostoli) i quali, prima della cerimonia, erano visitati dal medico di corte, lavati e vestiti con una veste rossa.

👀ATTENZIONE!👀
Come ho detto in precedenza i Borbone erano molto devoti,
Indi per cui… 
Mostravano particolare attenzione alla creazione del Presepe.

Niente albero di Natale perché considerato un simbolo pagano. (si vocifera che l’albero di Natale fu portato dentro la corte francese nella prima metà del XIX secolo.)

Oltre al Presepe, molto sentita era la partecipazione alla Messa della Vigilia di Natale, alla quale partecipavano i Sovrani e i nobili.

#Curiosità 3
Si racconta che Luigi XIV non prendesse la comunione a tutte le messe, ma solo alle ricorrenze religione, tra cui, la Vigilia di Natale.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto, se così fosse, non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti e di condividerlo con chi può essere interessato/a.
Alla prossima

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Envy: capitolo 1

Comincia un nuovo viaggio, history lover, quindi, buona lettura!

Regno Asburgico, 15 Luglio 1738
Mary Katrin era in piedi vicino alla finestra già da diverso tempo e, dallo stesso, non proferiva parola. Da quel rettangolo in vetro osservava il prato tagliato di fresco e le decorazioni disposte lungo il sentiero che collegava il portone all’elegante patio in marmo costruito dinanzi alla cascata artificiale, come se non li riconoscesse. Era apatica a tanto splendore e disinteressata a quello che stava per accadere.
«Signorina, sono pronti. Dovete scendere» parlò la cameriera dall’intaglio della porta.
La donna si volse a guardarla con sufficienza. Sospirò seccata, senza cercare di celare il fastidio e si guardò un’ultima volta allo specchio. L’immagine che quell’oggetto le rimandò era ostico per lei. In esso non riusciva a scorgere niente di interessante, nonostante tutti si ostinassero a dire che ella fosse il gioiello di famiglia.
A cosa si riferissero con quell’appellativo non le era mai stato chiaro e, mentre scendeva le scale per raggiungere la carrozza che l’avrebbe condotta in chiesa, le era ancora più confuso.
«Finalmente!» esclamò il fratello maggiore non appena la vide salire nel tiro da quattro. «Anche il giorno delle nozze di nostra sorella devi farti attendere?»
«Patrick, non infastidirmi!» brontolò con malagrazia. «Al contrario, dovresti ringraziarmi perché sto venendo.»
«Cerca di non rovinare la giornata, Katrin» la rimproverò l’uomo appoggiandosi allo schienale.
«Tranquillo, fratello, sarò falsa e ipocrita come sempre» replicò con un ghigno sfrontato, mentre si rilassava a sua volta sul sedile e incrociava le braccia al petto.
«Sei in grado di farmi venire l’emicrania con solo due battute» confessò l’uomo, massaggiandosi le tempie.
«Non te la prendere», lo rabbonì con palese ironia, «non è colpa tua se ti riesce difficile sostenere una conversazione con me.»
Il fratello sbuffò contrariato. La secondogenita di casa Lehen era capace di infastidire chiunque con la sua sola presenza tetra.
«Dovreste cercare di andare d’accordo», s’intromise Elisabeth, la più giovane del casato,«Annie si merita il nostro incondizionato supporto.»
«Non essere sciocca, Elisabeth» la redarguì la sorella maggiore con un lampo gelido negli occhi cerulei, «Annie non sta andando al patibolo. Sta per sposare un duca dall’indole gentile, che peraltro trova piacevole. Mi spieghi per quale ragione dovremmo supportarla?»
«A ogni modo affronterà un cambiamento», riprese la diciassettenne senza scomporsi, «pertanto, dovremmo essere gentili.»
«Certo, sarà un sicuro sconvolgimento per lei, poverina! Essere moglie di un nobile brav’uomo, poi, quale immane tragedia!» ironizzò, puntando gli occhi fuori dal finestrino.
«In effetti è stata fortunata», intervenne Patrick guardando Katrin con interesse, cercando di capire dalle micro espressioni del suo volto cosa pensasse davvero, «contrarre un tale buon matrimonio, alla sua età, prevaricando persino te e la tua palese astuzia, denota di certo carattere e intelletto.»
«Non credo che siano queste le doti che il duca abbia notato» reagì beffarda.
«Cosa intendi dire?» inquisì l’erede al titolo di conte con apprensione.
«Egli l’ha scelta per la remissività non per l’intelletto», chiarì puntando gli occhi in quelli cenere di lui, «Annie è facilmente malleabile, io sono tutt’altra donna.»
«Non siate crudele, Katrin, è pur sempre nostra sorella»intervenne Elisabeth con tono incerto.
«È la verità» sottolineò la maggiore non volendo cedere.
«L’invidia, mia cara sorella, è come la muffa. Una volta attecchita nell’animo, progredisce rapidamente facendo marcire ogni altra cosa» proruppe il fratello mentre lisciava un polsino ricamato e lasciò, che quelle fossero le ultime parole pronunciate, prima dell’arrivo in chiesa.

Come ti sembra la nostra protagonista?
Via con gli emoji:
Simpatica!🤣
Odiosa!😒
Non ho ancora idea!🤔

Alla prossima!

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Nuova storia da leggere sul blog

Carissimi history lovers, buon momento!

Da domani partirà una nuova storia qui sul blog e sarà, niente poco di meno che, uno spin-off di Carlo e Maria Amalia – un amore reale.

Si tratta del primo libro della mia saga letteraria:
“The Seven Deadly Sins” (scritto in inglese perché fa acculturata)

Il titolo di questo libro è Envy, ossia, Invidia.

Questa storia si svolge durante il periodo borbonico (ma non è impostata sulla vita e le caratteristiche di personaggi veri come in C.&M.A. o Filippo V) qui racconto principalmente personaggi particolari, perlopiù inventati, che sono ben lontani dall’essere l’immagine della perfezione. Sono peccatori nell’anima, perché sono esseri umani e quindi sono inclini alla perdizione (non solo fisica).
È più semplice sbagliare, che sforzarsi di essere migliori.

In realtà non è solo questo. In questa saga si scava nell’animo dei protagonisti fino a raggiungere l’origine del loro carattere.

Regni d’Europa, prima metà del XVIII secolo

«L’invidia, mia cara sorella, è come la muffa. Una volta attecchita nell’animo, progredisce rapidamente facendo marcire ogni altra cosa.»

Personaggi principali:

Mary Katrin è la secondogenita di casa Lehen. Prossima al titolo di attempata zitella, si guarda intorno covando un perenne astio, che sfocia sempre più spesso in intima malevolenza contro chiunque non sia ella stessa. Con il cuore indurito dai doveri, affronta il viaggio verso la corte napoletana con evidente rammarico, gridando a pieni polmoni tutta la propria insofferenza. (personaggio inventato)

Antonio è il primogenito di casa Pignatelli. Erede del principato di Belmonte, si guarda intorno con ottimismo e con una spruzzata di alterigia, che lo spinge spesso a superare i limiti, fino a ottenere quello che vuole. Ossia, un posto di tutto rispetto nella corte borbonica. (personaggio vero)

Luis Gabriel è il primogenito di casa Cortez. Prossimo all’acquisto di una nave commerciale, si guarda intorno sempre con circospezione, perché nella sua vita non ha mai ottenuto niente con facilità ed è incredulo e disincantato nei confronti della buona sorte. Ha il cuore indurito dagli eventi del passato e non ha intenzione di lasciarsi distrarre dal raggiungere i suoi obiettivi: Servire il re di Napoli e diventare ricco. (personaggio inventato)

Vi incuriosisce?
A domani!