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Viaggiando nel Tempo sono tornata nel Medioevo

Carissimi history lovers, buon pomeriggio!
Oggi vi riporto il racconto di quella volta che viaggiai nel tempo. Buona lettura! 😁

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Sono seduta come sempre alla mia scrivania bianca con il portatile acceso pronto per la ricerca e la tazza con i gufetti al mio fianco. Il profumo dolciastro del bulletproof mi inonda le narici materializzando il suo sapore nella mia bocca. Non so come sia possibile, ma mi sembra sul serio di aver già bevuto il mio caffè al cocco con note burrose. Digito la domanda: “Epoca medievale” e nell’attesa mando giù qualche sorso, lasciando che il liquido caldo mi scivoli in gola e mi inebri gli organi interni.

«L’epoca medievale è una delle quattro età storiche e di preciso si tratta di quell’arco di tempo che va dal V secolo d.C. (caduta dell’Impero Romano d’Occidente 476 d.C.) al XV secolo (Scoperta dell’America tramite Cristoforo Colombo 1492). Si parla quindi di quasi mille ann,i nei quali sono accaduti molteplici avvenimenti e sono state effettuate alcune invenzioni che hanno gettato le basi per il nostro presente. Il nome Medioevo o età di mezzo gli è stato conferito durante il periodo rinascimentale, proprio perché gli studiosi di quell’epoca vedevano quella fase come una sorta di transizione dal buio dell’ignoranza alla luce del rinascita intellettuale. Un’epoca di luci e ombre che si suddivide in due parti: Alto Medioevo e Basso Medioevo.

L’Alto Medioevo che va dal V secolo al XI secolo è il periodo buio, quello avvolto nella malagestio. Ignoranza e scarsa perspicacia portarono i popoli a vivere in condizioni precarie sia a livello igienico (cosa che peraltro si è protratta nei secoli) sia in quello culturale.

Il Basso Medioevo che va dal XI secolo al XV secolo è il periodo del risveglio, i popoli iniziano a ragionare in modo preventivo, si crearono le prime politiche gestionali, si perfezionò il metodo di coltivare i campi, il commercio e vennero inventati oggetti e macchinari necessari per il miglioramento dello stile di vita.

Di questa epoca le persona ricordano:
Le Crociate, l’edificazione dei Castelli e della loro funzionalità cittadina, il consolidamento del potere del Papa, della Chiesa e l’Inquisizione medievale e poi spagnola.
Invenzioni: occhiali da vista, mulini alimentati ad acqua, aratro e la prima formula di assegno.
Personaggi di spicco: Tanti, tra cui Giovanna d’Arco, Enrico VII, Matilda di Canossa, Elianora d’Arborea ecc.»

Mentre trascrivo queste informazioni per l’articolo di martedì, percepisco un’inusuale intorpidimento che mi costringe a chiudere gli occhi e a massaggiare le tempie. Penso sia colpa della potente luce del giorno o forse della debolezza, ma nel tempo di un respiro non sento più sotto di me la morbidezza della sedia imbottita.

Riapro gli occhi su un ambiente che non riconosco. Le pareti familiari del mio studio sono svanite e al suo posto vedo solo alti arbusti dalle foglie ingiallite. Nello stesso istante, un vento freddo mi frusta il viso e le braccia nude costringendomi ad avvolgermele intorno al busto. Il clima è più rigido in questo posto e l’aria al tipico profumo di pioggia. Sbatto le palpebre più volte per scacciare questa assurda visione, incolpando l’eccessiva stanchezza mista alla mia fervida immaginazione, ma mi ritrovo nello stesso posto e inevitabilmente percepisco una reale tensione. Nonostante il timore però mi alzo e inizio a muovere qualche passo, producendo in questo luogo silvestre il suono delle foglie spezzate dal mio peso.

Deve essere autunno qui! Penso fissando la terra ricoperta di foglie, prima di sollevare lo sguardo al cielo, il quale si mostra di rado attraverso le cime ancora frondose.

«Dove sono finita?» mormoro a denti stretti. Per alcuni metri avanzo con passi incerti, prima di accelerare l’andatura in cerca di qualcuno che possa aiutarmi. Sto correndo adesso, inseguita dai demoni dell’ansia perché non ho la più pallida idea di cosa stia succedendo e perché, ma delle voci in lontananza mi inducono a rallentare, fino a fermarmi sulla cima di un pendio.
Una donna è seduta su un masso levigato a ridosso di un fiume, mentre un uomo le si rivolge da lontano. Parlano in inglese credo e, nonostante non sia la mia prima lingua, ne intendo il significato.
«Questo è dunque il vostro potere? Smorzare l’entusiasmo di un giovane innamorato?» dice il giovane con cipiglio.
«Non è questa la mia intenzione, Tobias, ma nel vostro futuro vi è un’altra donna» gli risponde lei guardandolo.
«Come fate a sapere il mio nome?» domanda spaesato.
«Non sarei chi sono se non lo sapessi» risponde con un sorriso consapevole sul volto.
Questa scena la conosco! Penso d’un tratto, ancora più confusa. Indietreggio di alcuni passi, ma la donna si alza e si volge a guardarmi.
Ha il volto affilato quasi come lo sguardo, che è corredato da occhi piccoli e neri. Il naso adunco è tuttavia proporzionato e sormonta due labbra sottili delineate in sorriso.
«Vi siete persa» dice, e sono sicura non sia una domanda.
«Sì» rispondo con voce graffiata, ho la gola secca e la bocca impastata.
«Non dovreste essere qui» asserisce l’ovvio, mentre mi viene incontro.
Vorrei indietreggiare ma non riesco a muovermi, mi sembra quasi di affondare nel terreno.
«Siete Lucia, la scrittrice» continua, fermandosi a un passo da me.
Annuisco. Non so neanche come io faccia a capirla.
«Non dovreste essere di nuovo qui» ripete sorridendo in modo gentile.
«In che senso?» chiedo, o almeno credo.
«Non vi ricordate?» domanda invitandomi a seguirla fino al corso d’acqua, cosa che peraltro mi riesce. «Siete già stata qui e avete già assistito a questo avvenimento.»
«Non è vero», nego con tanto di movimento del capo, «questa è la scena di un mio racconto.»
«Di un vostro ricordo, vorrete dire» mi corregge con calma.
«Voi siete madre Shipton?» chiedo, confusa.
«Non ancora, ma lo diverrò» sorride ancora e finalmente mi rilasso.
«Avete davvero dei poteri divinatori?»
«Siete qui con me, secondo voi?» asserisce con una punta di ironia.
«Ditemi qualcosa sul mio futuro.»
«Quando tornerete nella vostra epoca racconterete questa storia e riceverete dieci riscontri.»
«Speravo in qualcosa di più personale e profondo» ammetto con una smorfia. La sua premonizione non mi soddisfa appieno.
«Diciamo che sarà l’inizio della vostra avventura.»
«Ovvero?» incalzo, ma la spossatezza mi coglie nuovamente e in un battito di ciglia mi ritrovo nel mio ambiente, davanti al pc acceso e una tazza con del caffè ormai freddo.

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Allora amici, avrà predetto il giusto la nostra Ursula. Voi cosa ne pensate? Vi è piaciuto? Fatevi sentire con un commentino qui sul blog, non è difficile, potete farlo anche se non siete registrati su WP.

In attesa dei prossimi appuntamenti, per chi volesse può leggere qui l’episodio su Madre Shipton.

Inoltre vi ricordo che per non perdervi gli aggiornamenti sarebbe meglio iscriversi al blog 😀
Alla prossima!

#CURIOSITA’

SCHERMA STORICAFu un’esperienza magnifica!
Sono passati diversi anni da allora, sono aumentate le rughe e diminuiti i chili, ma quell’anno passato a combattere e il giorno del campionato, nel quale persi al primo turno, li ricorderò per sempre. ❤

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Viaggiando nel Tempo sono tornata all’epoca di Carlo di Borbone.

Carissimo/a History lover, buon momento!
Eccoti il mio ultimo viaggio nel tempo. Buona lettura!

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L’ennesimo articolo sulle epoche storiche mi porta in un periodo da me trattato e particolarmente amato (chissà perché?🤣) Con evidente spensieratezza mi siedo dietro alla mia scrivania, pigio il pulsante del computer e attendo che si accenda, mentre sfoglio il mio libro come se fosse una musa ispiratrice. A differenza delle volte precedenti non digito alcuna domanda sul motore di ricerca, ma apro direttamente word, pronta a raccontarvi l’epoca vincitrice, a modo mio.

«L’epoca illuminista o l’età dei Lumi, è il periodo storico nato alla fine del XVII secolo e sbocciato durante il XVIII. Si parla di circa un secolo, nel quale sono accaduti diversi avvenimenti e sono state realizzate opere e invenzioni che hanno dato una svolta al vivere dell’essere umano. Il nome Illuminismo, da cui deriva quello dell’epoca, gli fu assegnato proprio dagli studiosi del periodo e aveva lo scopo di delineare il movimento socio culturale in auge, che vedeva l’esplosione della ragione e l’utilizzo della conoscenza scientifica. Ovvero: le menti degli studiosi venivano illuminate dalla luce del sapere.

Di questa epoca si ricordano:

Avvenimenti: Guerra di successione spagnola, Guerra di successione polacca, Guerra di successione austriaca, l’indipendenza del Regno di Napoli e di Sicilia con relativa ascesa al trono di Carlo Sebastiano di Borbone, la rivoluzione Francese, i principi della rivoluzione industriale e altro ancora.

Invenzioni: il vaccino, il parafulmine, il pallone aerostatico, la macchina di Watt (una pompa per l’estrazione con condensatore separato e funzionamento a vapore), la bottiglia di Leida (primo condensatore elettrico).

Personaggi di spicco: Carlo di Borbone <3, fratelli Montgolfier, Benjamin Franklin, James Watt, ecc.»

Mentre trascrivo queste indicazioni per l’articolo di martedì, percepisco l’usuale intorpidimento che mi costringe a chiudere gli occhi e a massaggiare le tempie e, onestamente, non posso fare altro che sperare di fare un incontro interessante.
Riapro gli occhi su un ambiente che non riconosco, ma che in qualche modo mi risulta familiare. Il calore del sole che mi sfiora la guancia, il prato con l’erba appena tagliata e il suono di alcune risate in lontananza mi fanno provare una sensazione confidenziale, come se in realtà ci fossi già stata e quindi, non ne fossi estranea.
Mossa dall’istinto mi dirigo verso le voci, ma la mia avanzata ha una breve durata, perché sul fondo del sentiero, immerso nella natura, scorgo una coppia che riconoscerei tra mille.
«Questo posto è magnifico!» sento dire ad Amalia, mentre rivolge il viso al Sole. Ha gli occhi chiusi e sorride felice, dimostrando in pieno la sua giovane età e l’inesperienza. Carlo la sta osservando con attenzione, come se stesse studiando le sue espressioni per carpirne il carattere e le intenzioni.
«Sono contento che vi piaccia, mia regina, ma sappiate che quando vedrete Napoli ve ne innamorerete a tal punto, che il vostro cuore non avrà spazio per altro.»
Questa frase la riconosco, l’ho letta talmente tante volte che il mio cuore scoppia per l’emozione. Sentirgliela pronunciare è più di quanto potessi immaginare o sperare.
«Il mio cuore è abbastanza grande per amare non solo Napoli, mio re, ma qualsiasi luogo condividerò con voi» ammette Amalia con dolce timidezza. È talmente carina mentre pronuncia queste parole che non riesco a trattenere un gridolino. Sono diventata una groupie senza neanche accorgermene.
Il mio urletto non passa inosservato e all’istante mi ritrovo due paia di occhi azzurri puntati addosso.
«Chi sei?» domanda il re con interesse.
La sua voce suona sicura, ma non mostra la minima ostilità e quindi mi convinco ad avvicinarmi. Avanzo con evidente emozione, incespicando nei miei stessi passi, e il mio imbarazzo li diverte al punto che stentano a trattenere il sorriso.
«Maestà» dico improvvisando una improbabile riverenza, perché l’imbarazzo rende i miei movimenti goffi e, come se non bastasse, la gola arsa ha reso la mia voce simile a un rantolo.
«Ti ho fatto una domanda: chi sei?» ripete il quesito mentre mi scruta con attenzione.
«Mi chiamo Lucia Scarpa, Maestà.»
«Solo Lucia Scarpa?» vuole sapere con curiosità crescente, probabilmente cerca di comprendere il mio ruolo.
Annuisco rimanendo in silenzio.
«Cosa fai qui?» inquisisce continuando a squadrami.
«Sono solo un’umile spettatrice della Storia» confesso, desiderando ardentemente dirgli altro, ma la spossatezza ritorna e, in un battito di ciglia, mi ritrovo nuovamente a casa.

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Questa volta sarei rimasta ancora un po’ con i miei sovrani preferiti, ma non spetta a me decidere il tempo o il luogo. Che emozione!
Se li volete conoscere un pochino li trovate qui.

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Viaggiando nel Tempo sono tornata nella Antica Grecia

Carissimi history lovers, buon pomeriggio!
Come da vostra scelta tramite il sondaggio di settimana scorsa sono tornata indietro nel tempo, esattamente all’epoca ellenistica. Buona lettura! 😀

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Sono seduta alla mia scrivania bianca con il portatile acceso pronto per la ricerca e la tazza con i gufetti al mio fianco. Il profumo aromatizzato del bulletproof mi inonda come sempre le narici, materializzando nella mia bocca il suo sapore particolare. Dopo aver dato una sorsata al mio caffè al cocco e burro, digito la domanda di quest’oggi: “Epoca ellenistica” e resto in attesa di veder comparire le risposte che cerco.

«L’epoca ellenistica è un periodo storico che si colloca dopo la morte di Alessandro Magno il Macedone 323 a.C. e termina con la battaglia di Azio del 31 a.C. (Il 31 a.C. vide la morte dell’ultima regina d’Egitto Cleopatra e quindi la conquista romana del Regno Tolemaico d’Egitto). Si parla, dunque, di quasi trecento anni di avvenimenti, invenzioni e innovazioni, che inevitabilmente influenzarono le civiltà successive.

La verità è che fino alla prima metà del XIX secolo questo periodo era pressoché ignoto e definito di decadenza ma, grazie al lavoro dello storico e politico tedesco Johann Gustav Droysen (nato a Treptow an der Rega il 6 luglio del 1808 e morto a Berlino il 10 giugno1884), esso venne visto in modo completamente diverso. Droysen, infatti, gli diede una struttura e una sua definizione, tanto è vero che gli conferì un nome: “Ellenismo” e lo identificò come un periodo di unione tra la cultura greca e quella orientale e di realizzazione di opere nuove.

L’origine del termine però è un po’ confusa. C’è chi dice che Droysen inventò il nome “Ellenismo” facendo riferimento a un passo degli Atti degli Apostoli nel quale si parlava di Ellenisti (Greci che avevano l’idioma contaminato dagli ebraismi, ma successivamente si scoprì che in realtà si trattava di Ebrei che parlavano correttamente il greco) L’altra ipotesi, invece, era che Droysen si fosse ispirato all’epoca Romanza (periodo successivo di interazione tra romani e germanici) quindi, lavorando per analogie, creò il termine Ellenismo.

Di questa epoca si ricordano:

L’interazione tra popoli con culture e credi diversi, le lotte per la successione sul trono di Alessandro il Macedone, la creazione dei Regni ellenistici, lo sviluppo dell’agricoltura e del commercio e l’apertura del canale si Suez (283-246 a.C.).

Invenzioni: Vite di Archimede (dispositivo per spostare sostanze solide o liquide dal piano inferiore a quello superiore), il Faro (280 a.C. di Sostrato di Cnido), la sveglia (invenzione di Ctesibio, una clessidra modificata con quadrante, lancette e una suoneria creata con la caduta di sassi su un gong), dei strumenti di misurazione, l’origine della filosofia e molto altro.

Personaggi di spicco: Tanti, tra cui Cleopatra d’Egitto, Plutarco, Galeno, Perdicca ecc.»

Mentre trascrivo queste informazioni per l’articolo di domani percepisco il solito torpore che mi obbliga a chiudere le palpebre e a rimanere in attesa degli eventi.

Riapro le palpebre su un ambiente che ovviamente non riconosco. Le pareti familiari del mio salotto sono scomparse e al loro posto vedo solo alte colonne bianche che svettano verso il cielo. Nello stesso momento, una folata di vento caldo mi sfiora il viso e le braccia donandomi un subitaneo sollievo. Il clima è molto diverso da quello che ho lasciato a casa e l’aria è pervasa da un profumo particolare che sa di incenso, legna arsa e sacralità. Nonostante non ci sia mai stata, capisco di trovarmi in prossimità di un tempio, probabilmente greco, visto il tema della mia ricerca e così inizio a muovere qualche passo, producendo in questo luogo il suono dell’erba piegata dal mio peso.

Avanzo per diversi passi senza incontrare alcuno poi, in fondo al lieve declivio in cui mi ritrovo, a pochi metri di distanza, noto un uomo ben piantato sulle gambe leggermente divaricate e una donna seduta su un masso con un neonato tra le braccia.

Dell’uomo vedo solo l’abbigliamento da guerriero, purtroppo è di profilo e non scorgo altro. Della donna, invece, noto il volto dai lineamenti delicati, con la pelle ambrata, gli occhi scuri e le labbra serrate, chiaro segnale di profonda preoccupazione.

Stanno parlando.

«Rossane, tuo figlio è il legittimo erede al trono», risponde l’uomo a una domanda da me non udita, «e, in virtù della fedeltà che mi legava e mi lega ancora ad Alessandro, mio re, farò di tutto per proteggere suo figlio e te.»

«Perdicca», dice la donna con voce stanca, «Alessandro il Grande prima di morire ti ha nominato Reggente, donandoti anche il suo anello, ma hai visto come gli altri si sono mossi contro il suo volere. I diadochi minano l’eredità del mio Alessandro. Come potremo sopravvivere a tali lotte?»

«Io vi difenderò entrambi» promette, e nel suo tono percepisco una venatura di sano orgoglio che non avevo mai udito.

«E se il tuo impegno non bastasse?»

«Basterà, perché siamo nel giusto.» risponde, la donna ribatte ma le parole vengono inghiottite dall’intorpidimento e in un battito di ciglia mi ritrovo nel mio ambiente, davanti al pc acceso e del caffè freddo.

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Perdicca= Generale di Alessandro Magno e reggente per conto del figlio Alessandro IV di Macedonia

Rossane = ultima moglie di Alessandro Magno. Lei era persiana e questo dimostra il desiderio del re macedone di creare integrazione con i popoli sottomessi.

Se volete aggiungere altro lasciate tutto nei commenti. Alla prossima!