Pubblicato in: Carlo e Maria Amalia, News sul XVIII secolo

Storia: Matrimonio per procura💍

Buongiorno, history lovers!🌹

Per coloro che non lo hanno ancora letto, riporto un vecchio articolo per ricordarvi che, il 12 maggio del 1738, la tredicenne Maria Amalia Wettin partì per incontrare il marito, per la prima volta.

Oggi diremmo che era una bambina, eppure, a quei tempi era già una donna, con obblighi e preoccupazioni per noi inimmaginabili.

Da bambine si sogna di essere principesse e di diventare regine, ma a parte il denaro, anche la loro vita non era affatto invidiabile. C’erano solo problemi differenti.

In Carlo e Maria Amalia, infatti, ho cercato di raccontare la vita oltre il Regno, per sfatare qualche mito ed entrare maggiormente in contatto con la quotidianità dei sovrani. (In realtà è quello che faccio in ogni storico :-))

Indi per cui… buona lettura!

In occasione del duecentoottantaquattresimo anniversario dalla celebrazione delle nozze per procura di Carlo e Maria Amalia, ho deciso di parlane un po’.

Il matrimonio, oggi, per chi ancora ci crede, è il coronamento di un sogno. Un tempo, invece, era un accordo politico.
(so di averlo già detto altre volte, ma era così.)

Se alla tragedia del matrimonio combinato poi, ci aggiungevi anche la celebrazione per procura, direi che per gli sposi poteva essere il massimo dello sconforto. Tuttavia, per loro era la prassi, quindi, avevano un grado di accettazione e di impassibilità, almeno apparente, capace di fare invidia persino a un attore navigato.😂

Ora ti starai chiedendo: Cos’era il matrimonio celebrato per procura?🤔

Il matrimonio celebrato per procura si verificava quando uno dei due sposi non era presente fisicamente, ma veniva interpretato da una terza persona. Il rito era quello di prassi e il matrimonio aveva valenza a tutti gli effetti.

Ora ti starai chiedendo: Per quale ragione decidevano di celebrare un matrimonio per procura?🤔

Per onor di cronaca è bene precisare che solitamente questa tipologia era adoperata prevalentemente da sovrani, eredi al trono e altezze reali. La motivazione era, quindi, strettamente legata al loro Status e a quello che avrebbe comportato tale unione. Insomma, era meglio sposarsi subito ed evitare un cambio di programma o di consorte. 😂

Ora ti starai chiedendo: Quindi, come mai Carlo e Maria Amalia si sposarono per procura?🤔

I motivi erano vari, sicuramente tra loro c’era la necessità di placare l’animo degli austriaci. Non so se hai già letto il romanzo “Carlo e Maria Amalia-un amore reale”, quello su “Filippo ed Elisabetta“, genitori di Carlo, oppure non hai letto ancora nulla. (SACRILEGIO! 😂 ), comunque sappi, che Spagna e Austria hanno avuto dei trascorsi bellicosi e il loro matrimonio doveva essere una sorta di trattato di pace.

Estratto da Carlo e Maria Amalia un amore reale

Pillntz, 12 maggio 1738
L’aria tiepida che le stava sfiorando il viso in quel momento, sembrava che la stesse salutando con la medesima dolcezza con cui l’aveva fatto Federico, pochi attimi prima. Erano ore, ormai, che Maria Amalia se ne stava seduta in terrazzo a osservare l’affaccendarsi della servitù.
Sembrano tante api che lavoro per la loro regina! Sorrise all’ingenuità di quel pensiero e, di istinto, spostò lo sguardo sulla sua mano sinistra.
Ogni volta che osservava quell’intreccio di oro e pietre preziose le pareva di vederlo per la prima volta, perché non si era ancora abituata al peso di quel anello.
Ripensò al matrimonio celebrato per procura solo tre giorni prima e un moto di amarezza l’avvinghiò. Avrebbe tanto voluto conoscere Carlo Sebastiano di persona prima di pronunciare i voti, poiché quelle parole sussurrate davanti al ministro di Dio, che parlavano di amore e obbedienza, le erano sembrate vuote e prive di significato senza di lui.
Forse mi renderò conto del loro valore quando sarò con lui! Pensava, giocherellando con quel simbolo di unione eterna.

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Alla prossima!

Pubblicato in: Curiosità, News sul XVIII secolo

L’intrigante Von Fersen

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Carissimo/a History Lover, buon momento!

Ricorre nuovamente l’anniversario della nascita di Sophie Von Fersen, quindi, eccoti un po’ di lei. 😁 Buona lettura!

«Eva Sophie von Fersen, ovvero l’intrigante massone di Svezia, nacque il 30 marzo del 1757 e morì nel castello di Lövstad il 02 febbraio del 1816. Figlia del conte Axel von Fersen il Vecchio e di Hedvig Catharina De La Gardie, Sophie fu una nobildonna svedese per diritto di nascita, dama di compagnia per dovere e contessa per matrimonio, il quale, fu celebrato nel 1777. Per merito o colpa di un volere superiore, quindi, ella sposò il conte, nonché ciambellano di Corte, Adolf Ludvig Piper. Fu una moglie infedele e una madre assente. La coppia, comunque, ebbe quattro figli.

Indi per cui…

Di questa donna si ricorda la stretta amicizia con la regina consorte di Svezia Hedwig Elisabeth Charlotte of Holstein-Gottorp, moglie di Carlo XIII di Svezia, la intima corrispondenza con il fratello Axel Von Fersen (sì, proprio il rinomato amante della regina di Francia Maria Antonietta)

Immagine presa dal web
Elisabeth Charlotte, regina di Svezia.

(Ma non è finita qui, a quanto pare, il bel Fersen, ebbe anche una relazione con la regina svedese Elisabeth Charlotte. Pettegolezzi di corte, tra l’altro, dichiaravano che la bella e vivace regina di Svezia avesse molteplici amanti e, che forse, avesse avuto anche una relazione con Sophie von Fersen. All’epoca si ipotizzava una sua bisessualità, se fosse vero o meno non ci è dato saperlo.)

Eva Sophie von Fersen.

Un altro merito per cui viene ricordata Sophie, era il suo spirito libertino. A quanto pare, questa nobildonna aveva con il marito una relazione aperta, quindi, proprio come la regina, anche lei ebbe diversi amanti. Tuttavia, oltre queste sciocchezzuole, ella è stata una delle prime cinque donne appartenenti alla massoneria in Svezia, entrando, di diritto, nei giochi di potere. Nonostante la sua posizione di rilievo però, non riuscì a evitare l’accusa di omicidio ai danni dell’erede al trono Carlo Augusto ma, a differenza del fratello Axel, che venne linciato per strada, poiché vittima della stessa accusa, ella riuscì a salvarsi e infine venne assolta. Insomma, ebbe una vita turbolenta che meriterebbe di essere raccontata nei dettagli, non trovi?»

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Se hai altro da aggiungere lascia un commento e alla prossima!

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Il primo ospedale per le malattie veneree

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Carissimo/a history lovers, come sempre, buon momento!

Oramai credo non sia più necessario dirti cosa mi interessa e neppure spiegarti con quale criterio scelgo il tema del giorno ma, nel caso ci fosse un/a neo viaggiatore/rice, è giusto dirlo. 😀 Io amo parlare di ciò che mi appassiona, colpisce o sorprende e, oggi, si festeggia un anniversario curioso.

Indi per cui…

In occasione del duecentosettantacinqueesimo anniversario dalla apertura del London Lock Hospital, ho deciso di spendere due righe sul argomento.

Per onor di cronaca, è bene precisare che già nel medioevo esistevano strutture chiamate Lock Hospital, questi edifici erano preposti al contenimento dei pazienti infettivi, in particolar modo dei lebbrosi. Una volta debellata tale piaga (la lebbra a Londra accadde nel XV secolo) queste vennero chiuse per poi essere riaperte a supporto di nuovi malati e malattie.

E fu così che, il 31 gennaio del 1747 a Londra venne inaugurato il London Lock Hospital a beneficio dei contagiati dalle malattie veneree perché, una delle piaghe crescenti del XVIII secolo, fu la Sifilide.

Londra, come il resto d’Europa, dové affrontare le conseguenze della dissolutezza maschile con prontezza di spirito e, grazie all’intuizione di William Bromfield, (fondatore del London Lock Hospital) fu aperto questo ricovero per gli ammalati al fine di arginarne la diffusione. L’ospedale fu da subito subissato di pazienti: uomini, donne e bambini, tanto è vero che in sequenza ci furono l’apertura di nuove strutture preposte per gli indigenti di genere e ruolo. (uomini, donne sposate, prostitute, bambini)

In linea generale questo luogo aveva il compito di non lasciare che i portatori se ne andassero in giro a fare danni e la cura prevedeva cibi e bevande atte alla purificazione  del corpo (lassative).

# Curiosità
Era stato scelto il termine Lock come richiamo alla serratura in relazione al fatto che i pazienti venissero trattenuti o al utilizzo degli stracci per la cura dei pazienti.
Come scritto poco sopra, l’ospedale fu invaso anche da numerosi bambini perché, a quanto pare, per un primo periodo si pensò che andando a letto con persone sane si potesse guarire. Per fortuna questa follia fu presto chiarita e abolita.

Considerazione personale.
Quanto può far male l’ignoranzaNon oso pensare a quante atrocità siano state commesse in funzione di idee o credenze sbagliate. Purtroppo, capita ancora e, quindi, ci sarebbe da chiedersi per quale motivo si facciano azioni sbagliate. Si è cattivi nell’animo? Si nasce crudeli? Spietati? Malati?
Stupidamente credo nel libero arbitrio, quindi, se anche uno è malatoincline alle porcate o cattiverie, penso possa sempre fermarsi e farsi aiutare. Ho letto di cose assurde che fanno accapponare la pelle. Tempo fa girava una notizia sul web (spero sia stata una bugia) comunque mi aveva fatto venire le lacrime agli occhi per quanto fosse orribile e, purtroppo, credo che sia solo una delle tante.

Tu cosa ne pensi?

So che ho un po’ divagato, ma il discorso pedofilia è troppo serio per essere ignorato. Già le avance audaci quando sei bambina lasciano un segno, non voglio immaginare il resto.

Se hai trovato l’articolo interessante condividilo.
Mi sembra di averti detto tutto, quindi, alla prossima!

Immagine presa dal web