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Il Settecento e l’alchimia raccontati da Maria Enea

Carissimo/a History lover, buon momento!
Oggi è con noi Maria Enea per parlarci di un periodo storico che piace tanto, quindi, buona lettura!😊

Bottger  stava osservando una sorta di pendola messa in moto dall’acqua e regolata con un tubo in lega d’argento.
«Mio padre lo fece portare da Magdeburgo. È l’orologio costruito dal grandissimo alchimista Gerberto d’Aurillac, che poi divenne papa con il nome di Silvestro II.»
Il sovrano si avvicinò al meccanismo e lo accarezzò. Quanti ricordi…
« Il re mio padre me lo regalò in occasione del mio sedicesimo genetliaco. Vedo dalla vostra espressione che non eravate a conoscenza della sua esistenza. La leggenda dice che l’ eccellenza di Gerberto in campo alchemico fosse dovuta ad un’intensa collaborazione con il demonio stesso. L’orologio risale all’anno 997. Dicono che Gerberto  l’abbia costruito con l’aiuto del diavolo. Ma noi siamo persone razionali, non crediamo a storie simili, vero, Bottger? E poi non vogliamo credere che un Pontefice fosse votato al male, non è così? È un pezzo unico: è regolato con la stella polare.»

Ciao, Maria Enea, descriviti in poche parole.

Sono una docente liceale di italiano e latino. Ho un marito e due figli. Amo l’arte, i viaggi e la natura. Sono una ciclista dilettante. Penso che ognuno di noi abbia un ben preciso compito da svolgere per rendere il mondo un posto migliore. scrivo da sempre, ma ho pubblicato molto meno di quanto potrei. Attualmente al mio attivo ci sono una silloge, “Sale e cioccolato”, edita da Antipodes, e il romanzo storico “Porcellana”, edito da Zerounoundici, che è finalista al concorso letterario 1 Giallo X 1000. 

L’opera di cui ci parlerai è: Historical novel? Historical romance? Historical fantasy? O altro da specificare?

La copertina recita testualmente “Mistery romance storico.” Si tratta di un thriller storico, ma anche di una vicenda d’amore e d’alchimia.

In quale anno è collocato il tuo romanzo?

Il romanzo è ambientato lungo due diverse linee temporali. La prima, in ordine di apparizione è il 1707; la seconda linea, che poi s’interseca con la prima, alla fine del Cinquecento.

Perché hai deciso di ambientare il tuo romanzo in questo periodo storico?

Perchè l’argomento del romanzo è la scoperta della formula della porcellana da parte degli europei, che avvenne a Dresda all’inizio del Settecento. Devo inoltre precisare che io parto dall’assunto che esista, nella storia del rapporto tra donne e scienza, un vuoto di mille e quattrocento anni, che va da Ipazia a Marie Curie. Io credo che ad alcune donne sia stato trafugato il merito delle loro scoperte. Ecco perchè ho inventato il personaggio di Osmolinda.

Trama del tuo romanzo?

All’inizio del Settecento, la porcellana cinese è ambita da nobili e famiglie regnanti; ma la sua formula è protetta dal segreto di stato da parte della Cina e vani sono tutti i tentativi per riprodurla. Un alchimista tedesco, Bottger, viene arrestato a Dresda e condotto al palazzo reale dal re di Sassonia, convinto che egli possa scoprirne la formula.  Nel suo lavoro viene supportato dall’amico fisico Von Tschirnhaus. Tuttavia la ricerca rimane infruttuosa finchè per caso i due non s’imbattono nella vicenda di una misteriosa donna alchimista, Osmolinda, originaria delle Fiandre , morta più di un secolo prima . Osmolinda, bella, colta, intelligente, amante del sapere, innamorata dell’Arte Regia, a suo agio nell’Officina alchemica, sarà la protagonista di una intensa e dolorosa storia d’amore…

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Già che ci siamo facciamo due chiacchiere di storia:

Quali sono secondo te i punti di forza di questo periodo storico?

Il Settecento è una strana epoca. Da una parte, le classi dominanti che pretendono di vivere in modo lussuoso, facendo uso di cibi e bevande di pregio, portando la parrucca, allestendo palazzi di grande sfarzo. L’esigenza di riuscire a produrre la porcellana s’inquadra in questo contesto.. Ma nel libro è presente anche il periodo 1598-1610.

Quali sono secondo te i punti deboli di questo periodo storico?

Quanto ho detto prima con il tempo esacerbò gli animi, scatenando le rivoluzioni di matrice illuministica

Qual è il personaggio storico presente in questo periodo che apprezzi e perché?

iù che un personaggio storico nel senso stretto del termine, è un letterato: Vittorio Alfieri. Lo apprezzo perchè incarna perfettamente lo spirito del tempo.

Qual è il personaggio storico presente in questo periodo che detesti e perché?

Non detesto nessuno. Tuttavia, se proprio devo, diciamo che non apprezzo Metastasio, perchè troppo sganciato dalla realtà in cui vive.

Quale evento secondo te è stato significativo per tale epoca?

Riguardo alla vicenda del libro, la scoperta della porcellana. Riguardo all’epoca in generale, la rivoluzione francese.

Ringrazio Maria Enea per essere stata qui e per averci parlato un po’ della sua opera e del periodo storico trattato. 
Per ora Le faccio i miei complimenti e in bocca al lupo!

Tu che leggi da casa cosa ne pensi? Se volessi lasciare un saluto, io e Maria Enea ne saremmo felici e ricorda: se ti è piaciuto quello che hai letto, puoi condividere e sarebbe perfetto.

Alla prossima!

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Gli anni difficili del novecento raccontati da Paolo Arigotti

Carissimo/a History lover, buon momento!
Oggi è con noi Paolo Arigotti per parlarci di un periodo storico che piace tanto, quindi, buona lettura!😊

Quando l’aereo atterrò, poco dopo le undici del mattino, la donna avvertì una sorta di tuffo al cuore.
Nel momento in cui le ruote avevano toccato il suolo fu come se l’impatto facesse tutt’uno con il colpo che avvertì, un insieme di emozioni contrastanti e difficili da spiegare.
Aveva desiderio di rivedere l’amica che l’aveva invitata, ma tornare lì dopo tanti anni le creava una profonda angoscia.
Quando se n’era andata, tanto tempo prima, aveva giurato a sé stessa che mai più avrebbe rimesso piede in quella nazione.
A casa non c’era più suo marito; il suo amato Mark era morto l’anno prima, dopo una lunga e dolorosa malattia.
Non avendo avuto figli, fu probabilmente il grande senso di solitudine ad indurla a venire meno al giuramento fatto con se stessa.
La sua amica si era offerta di farla venire a prendere all’aeroporto e di ospitarla, ma lei, con un pretesto, aveva declinato l’invito: la verità è che non se la sentiva di fermarsi a dormire in quel luogo pieno di ricordi.
Un taxi la portò in albergo: era quasi ora di pranzo, ma per via dell’emozione non aveva appetito.
Salita in camera non disfò la valigia: era il suo modo per sentirsi pronta a ripartire in qualunque momento.
Nel primo pomeriggio si fece condurre a casa dell’amica con una macchina dell’albergo.
Non ebbe bisogno di guardare il biglietto, ricordava perfettamente l’indirizzo.
La splendida villa, di colore verde con il tetto coperto di tegole rossastre, sorgeva in un quartiere residenziale, ai confini della grande città.
La costruzione ed i colori non erano cambiati rispetto all’originale, ma il piccolo giardino che la circondava era molto più curato: grandi aiuole di rose rosse regalavano un tocco di classe ed eleganza.
Lunghi rampicanti ricoprivano i muri esterni, intervallati da grandi vetrate e piccoli balconi; l’eccellente esposizione donava alla casa una grande luminosità nelle giornate limpide, specialmente ora che non serviva più tenere i vetri oscurati….
Quando la macchina la lasciò di fronte al cancello d’ingresso, istintivamente si voltò verso destra per vedere se, in lontananza, si intravedesse ancora un altro edificio che ricordava bene.
La villa era diventata un monumento celebrativo, così aveva letto.
Lei non poteva saperlo, ma la sua amica era stata tra i promotori dell’iniziativa.
La donna sorrise, un posto tanto orribile era ora un luogo dedicato alla memoria; probabilmente alla Signorina Braun avrebbe fatto piacere.
“La signora desidera che passi più tardi a prenderla?” domandò l’autista, interrompendo il flusso dei ricordi.
“Non occorre” rispose la donna “Chiamerò un taxi, molte grazie.”
La breve conversazione avvenne in inglese, la donna non intendeva più parlare la lingua locale, che in realtà non aveva mai dimenticato.
Varcò il cancelletto, rimasto aperto in vista del suo arrivo, dirigendosi verso il grande portone d’ingresso.
Il suono del campanello la fece rabbrividire, era lo stesso di allora…
Aprì la porta una ragazza alta e bionda; indossava un vestito nero ed una camicia bianca.
“L’attendevamo con impazienza, la prego si accomodi” le disse, invitandola in un eccellente inglese ad entrare.
“Io sono Frida e mi occupo della signora; se ha la cortesia di seguirmi, la condurrò da lei.”
Le due percorsero il lungo corridoio che portava al grande salone; la disposizione della casa non era cambiata, anche se ovviamente mobili e suppellettili non erano più gli stessi; non c’erano più quelle bandiere, né i ritratti alle pareti.
Frida bussò alla porta e precedette nel salone l’ospite.
“Venga prego” sorrise alla donna.
Per un istante fu come paralizzata, non riuscendo a muovere un solo passo; superato il momento entrò nel salone.
Un’anziana donna, sua coetanea, sedeva vicino al caminetto su una sedia a rotelle.
“Ciao Edda, sono felice di rivederti. Ti prego vieni avanti, io purtroppo non posso alzarmi come sai” sorrise, poi rivolta a Frida “Posso pregarla di lasciarci sole, mia cara?”
“Certamente, per qualunque cosa non esiti a chiamarmi.”
Frida uscì.
Le due rimasero a fissarsi un istante, era trascorso diverso tempo dal loro ultimo incontro.
“A quanto pare gli anni sono passati anche per te” disse la donna in carrozzella, indicando scherzosamente le proprie rughe.
“Ma tu sei sempre la stessa” per la prima volta pure lei accennò un timido sorriso, andandole incontro.
Si chinò verso l’amica e le due scambiarono un lungo abbraccio, senza più dire una parola.
“Non speravo che saresti venuta, ma desideravo tanto rivederti” fu l’unico commento della padrona di casa, i cui occhi lucidi tradivano l’emozione.
“Ti confesso che fino all’ultimo sono stata indecisa se accettare o meno il tuo invito…”
“L’importante è che tu sia qui” tagliò corto, con un sorriso bonario.
“Spero che ti piaccia ancora il the con i biscottini alla mela” aggiunse indicando il tavolino vicino a lei, apparecchiato con un elegante servizio in porcellana.
Un piatto era ricolmo dei dolci favoriti dalle due, quando erano ragazze.
“Sono anni che non ne assaggio uno!” fu la reazione entusiasta della donna.
Le due scoppiarono in una fragorosa risata, fugando così l’iniziale imbarazzo.

Estratto da: Il collegio dei segreti

Ciao, Paolo, descriviti in poche parole.

Sono un autore cagliaritano di 47 anni, innamorato della mia città, dei viaggi e della Storia contemporanea.

L’opera di cui ci parlerai è: Historical novel? Historical romance? Historical fantasy? O altro da specificare?

Si tratta di un romanzo storico, il terzo in ordine di pubblicazione, che si intitola Il Collegio dei segreti, edito dalla Onda d’urto di Venezia, pubblicato nello scorso mese di marzo.

In quale anno è collocato il tuo romanzo?

Il periodo storico nel quale è ambientato sono gli anni ’30 e ’40 del XX secolo

Perché hai deciso di ambientare il tuo romanzo in questo periodo storico?

Si tratta del periodo tra le due guerre mondiali, che ha sempre attirato particolarmente la mia attenzione in quanto ricco di spunti interessanti e di fatti e vicende che, a mio modesto avviso, hanno molto da insegnare e che vanno tenuti ben presenti per comprendere certe dinamiche e, soprattutto, per evitare che si ripetano.

Trama del tuo romanzo?

È esistita una resistenza tedesca contro il nazismo? Se sì, chi furono coloro che trovarono il coraggio di opporsi, spesso mettendo a rischio la vita propria e quella dei familiari? Semplicemente eroi, troppo presto dimenticati per ragioni politiche collegate alla storia tedesca ed europea del secondo dopoguerra. È a costoro che questo romanzo vuole dare un nome, un volto, un ruolo, seppur di fantasia, restituendo valore al lato nascosto della triste medaglia che fu il Terzo Reich. Nel 1936, dopo i giochi olimpici di Berlino, la piccola Edda e suo padre, un diplomatico italiano inviato in Germania in virtù dei legami di amicizia con Galeazzo Ciano, giungono nella capitale tedesca; la decisione del genitore di iscrivere la figlia in un collegio privato d’elite, dove vengono accolte ed istruite ragazze appartenenti alle famiglie della “Berlino bene” di quegli anni, sarà fatale…

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Già che ci siamo facciamo due chiacchiere di storia:

Quali sono secondo te i punti di forza di questo periodo storico?

Come accennavo, è un periodo ricco di fatti e spunti interessanti: dal passato si può imparare molto, specie per evitare il ripetersi di tragici errori.

Quali sono secondo te i punti deboli di questo periodo storico?

Non so se sia tecnicamente una debolezza, ma si tratta di una fase nella quale sono stati commessi alcuni tra i peggiori crimini contro l’umanità che la storia ricordi.

Qual è il personaggio storico presente in questo periodo che apprezzi e perché?

Mi piace citare i tanti eroi dimenticati, i cui nomi non sono passati alla Storia, ma che con il loro coraggio hanno contribuito a salvare innumerevoli vite.

Qual è il personaggio storico presente in questo periodo che detesti e perché?

Ne citerei due: Hitler e Stalin, due facce della stessa medaglia, fautori di due regimi criminali e responsabili di milioni di morti. Assieme a loro, tutti i criminali che hanno attivamente collaborato ai loro terrificanti progetti e che quasi mai sono stati chiamati a risponderne.

Quale evento secondo te è stato significativo per tale epoca?

La Seconda guerra mondiale, l’Olocausto e le uccisioni di milioni di innocenti nell’URSS staliniana.

Ti ricordo le altre opere dell’autore:

Sorelle Molto Speciali”, Link edizioni (2018), sempre ambientato nel periodo tra le due guerre e dedicato alla condizione delle persone con la Sindrome di Down negli anni trenta e quaranta del secolo scorso è su Amazon (contemporaneo)

Ringrazio Paolo per essere stata qui e per averci parlato un po’ della sua opera e del periodo storico trattato. 
Per ora gli faccio i miei complimenti e in bocca al lupo!

Tu che leggi da casa cosa ne pensi? Se volessi lasciare un saluto, io e Paolo ne saremmo felici e ricorda: se ti è piaciuto quello che hai letto, puoi condividere e sarebbe perfetto.

Alla prossima!

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Gli anni difficili del novecento raccontati da Laura Cialè

Carissimo/a History lover, buon momento!
Oggi è con noi Laura Cialè per parlarci di un periodo storico che piace tanto, quindi, buona lettura!😊

A quattordici anni Arnaldo era una perfezione di forme. Nel corpo ancora acerbo emergeva una muscolatura già ben definita e la statura sfiorava quella di un adulto ma ciò che stupiva di lui era di trovarsi di fronte a una divinità greca, un’immagine apollinea secondo quanto dicevano le persone del paese che avevano un’istruzione. Guardarlo dava serenità per l’armonia della conformazione unita all’eleganza dei movimenti, dinamici e aggraziati nel contempo, ma metteva anche parecchio a disagio perché il ragazzo sembrava un essere di un altro mondo, un essere speciale, quasi un ponte tra la terra e il cielo.
Per riservatezza, spesso si limitava a sorridere a tutti e a scambiare solamente un educato saluto con coloro che tentavano di avvicinarlo, però, a compensazione della scarsa socialità, si lasciava guardare volentieri mentre sfrecciava come un cerbiatto sui versanti montani, nello scendere e risalire con una incredibile rapidità.
Ogni tanto qualcuno ritrovava in giro per i sentieri cumuli di pietre e di rami che, si sapeva, erano stati raccolti da Arnaldo per esercitarsi nei lanci oppure, messi a debita distanza l’uno dall’altro per corrervi intorno a zig zag. Ogni masso costituiva un trampolino per spiccare il volo e ricadere con destrezza sull’erba in pieno equilibrio, rotolarsi o capovolgersi senza mai farsi male.
I salti improvvisi del ragazzo dalle alture alle spianate d’erba spesso riuscivano a spaventare i viandanti o i pastori semiaddormentati a vigilare le greggi. Tuttavia le sue sembianze ultraterrene avevano il potere di sedare le reazioni di stizza o di ira dei malcapitati che, nel riconoscerlo, lo appellavano come “la creatura celeste”. Ognuno nel vederlo si sentiva ispirato a sorridergli e tentato a lasciargli una carezza sui riccioli color dell’oro.
Arnaldo era un ragazzo diverso da tutti gli altri, di insolita avvenenza, dissimile da tutti i membri della famiglia Ianni.

Estratto da: Il Cherubino

Ciao, Laura, descriviti in poche parole.

Laura Cialè è nata e vive a Roma.
Psicologa, ex Dirigente scolastica, ha scritto e pubblicato i seguenti libri di narrativa con le Edizioni Anicia, Roma:

  • Tutti i fiori del mio giardino “(2016);
  • “Una donna in leasing “(2017):
  • “Rondinella” (2018), premiata al concorso Cumani-Quasimodo indetto da Aletti Editore.
  • “Il Cherubino” (2019)
  • Ciascun libro è anche in versione e-book su Amazon.
  • In uscita: “Pegaso è tornata. Raccolta di racconti e scritti”, Edizioni Anicia
  • Precedentemente ha scritto e curato saggi di settore tecnico professionale, tra cui:
  • “Cosa Sarò/Farò da grande. Un percorso di conoscenza e di cittadinanza per alunni e genitori della scuola dell’obbligo”, Edizioni Anicia, Roma
  • “I Care: integrare l’integrazione. Accoglienza-Integrazione-Inclusione.” Edizioni Anicia, Roma
  • “Lo studente competente. Un format di rete dall’infanzia all’adolescenza.” Edizioni Anicia, Roma

L’opera di cui ci parlerai è: Historical novel? Historical romance? Historical fantasy? O altro da specificare?

IL CHERUBINO è un’opera di narrativa storica, un romanzo di formazione che va dal 1918 al 1940 con un epilogo negli anni’60 che segue le vicende del protagonista Arnaldo Ianni, un giovane dalle forme perfette e dalle eccezionali doti sportive. È un ragazzo speciale, un atleta ma un “diverso” da contrastare come nemico della patria nel periodo fascista, l’epoca più buia del ‘900. Nonostante l’argomento che potrebbe far pensare a una lettura pesante, il libro risulta molto scorrevole e avvincente soprattutto nei colpi di scena determinati dall’intreccio dei personaggi principali oltre il protagonista, Mario Rinaldi, Clara D’Orazio, il Duca Taddeo. Nel romanzo i dialoghi sono l’elemento caratterizzante del percorso umano di ciascun personaggio perché sono espressi in modo realistico e incisivo.

In quale anno è collocato il tuo romanzo?

Il CHERUBINO è collocato negli anni difficili e di grave portata storica del ‘900, dalla fine della prima guerra mondiale all’avvento del fascismo e ancora dalle leggi razziali allo scoppio della seconda guerra mondiale in cui il cosiddetto “secolo breve” tracciò la più grande offensiva contro la libertà personale che era stata annientata a opera del regime fascista e di quello nazista.

Perché hai deciso di ambientare il tuo romanzo in questo periodo storico?

Sono una cultrice della storia recente ritenendo che se la memoria di quanto ci ha lasciato l’epoca moderna è importante per non ricadere negli stessi errori, c’è anche la possibilità di rileggere l’umanità che è in ognuno di noi attualizzando le vicende pregresse . La storia siamo noi, dobbiamo soltanto essere in grado di capirla, a partire dalla meno lontana.

Trama del tuo romanzo?

Il tracciato di vita di Arnaldo Ianni, un essere dalla bellezza superlativa e dalle forme perfette, per questo soprannominato Il Cherubino, nell’epoca più buia del secolo scorso, quella del ventennio fascista.
Arnaldo nasce nel borgo abruzzese di Scanno in una famiglia di pastori. È l’unico orgoglio di suo padre per essere nato maschio dopo tre femmine. Sin da piccolo si manifesta differente per aspetto fisico, per temperamento e per motivazioni. Già da ragazzino è un campione di corsa, salti e lanci, specialità acquisite in modo naturale sulle sue montagne.
Perciò Arnaldo non lega con nessuno fino a quando il Parroco del paese lo precetta per farsi prete grazie al patrocinio di un benefattore, il duca Taddeo De Sanctis.
Un giorno il suo coetaneo Luzio Mancini, divenuto squadrista, lo accusa di non essere un vero maschio. Arnaldo fugge disperato e confessa il fattaccio al padrino Taddeo e al Parroco che lo nascondono dai frati cappuccini di Pescara.
Tornato a Scanno non vi ritrova lo spirito della sua adolescenza. È cresciuto accettando la volontà degli altri, tranne quella dei frati che lo hanno compreso e sostenuto, vorrebbe cambiare vita, senza riuscire a capire quale possa essere la propria identità futura.
Pur di sfuggire alla vita del paese, abbagliato dai crescenti allori del governo fascista che esalta le abilità ginniche dei giovani, accetta la proposta del Parroco e del Duca a iscriversi al seminario di Roma.
Nella Capitale conosce Mario Rinaldi, un giovane dirigente della GIL, fascista convinto e campione di atletica pesante, che lo fa assurgere ai primati agonistici e alle soglie dell’eternità come modello per le statue dello Stadio Littorio.
Un vero colpo di fulmine che gli cambia la vita.
Arnaldo comincia a misurarsi con la difficile realtà politica e durante una seduta con lo scultore Orsolino scopre le proprie pulsioni omosessuali…

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La prima edizione cartacea dell’editrice Anicia è esaurita, in attesa della ristampa

Già che ci siamo facciamo due chiacchiere di storia:

Quali sono secondo te i punti di forza di questo periodo storico?

Senza dubbio il risveglio del pensiero politico democratico dopo la caduta del regime e la fine della guerra. Poi sicuramente le scoperte scientifiche e tecnologiche ascrivibili all’epoca e le virtù dell’architettura perché i più grandi architetti del ‘900 appartengono proprio alla prima metà del secolo con opere ancora fruibili e visibili nella loro interezza.

Quali sono secondo te i punti deboli di questo periodo storico?

La dittatura, la concezione della volontà di potenza e il nichilismo di derivazione nietzschiana, la considerazione dell’uomo come strumento e non come fine.

Qual è il personaggio storico presente in questo periodo che apprezzi e perché?

Maria Montessori e Albert Einstein, anche se nel libro non sono citati. Non c’è bisogno di spiegare il perché.

Qual è il personaggio storico presente in questo periodo che detesti e perché?

Benito Mussolini, il potere di cui si era servitori senza dignità. E naturalmente Adolf Hitler, il demone del ‘900.

Quale evento secondo te è stato significativo per tale epoca?

La conquista della democrazia dopo la liberazione dai regimi dittatoriali.

Ti ricordo le altre opere dell’autore:

“Tutti i fiori del mio giardino “, edizioni Anicia, Roma 2016 e su Amazon (contemporaneo)
“Una donna in leasing “, edizioni Anicia, Roma 2017 e su Amazon (contemporaneo)
“Rondinella”, edizioni Anicia, Roma 2018 e su Amazon (un salto nel tempo dai giorni nostri agli anni del dopoguerra e in particolare il 1951)

Ringrazio Laura per essere stata qui e per averci parlato un po’ della sua opera e del periodo storico trattato. 
Per ora gli faccio i miei complimenti e in bocca al lupo!

Tu che leggi da casa cosa ne pensi? Se volessi lasciare un saluto, io e Laura ne saremmo felici e ricorda: se ti è piaciuto quello che hai letto, puoi condividere e sarebbe perfetto.

Alla prossima!