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Da leggere: Elizabeth Gaskell (Cap. 28)

Carissimi History Lovers, buon momento!

Continua il nuovo racconto a puntate. Buona lettura!

Greenheys, Manchester, estate 1831

La giornata era letteralmente volata e la serata era trascorsa nel migliore dei modi, tra chiacchiere cortesi e risate di cuore. Ogni momento condiviso in amicizia era stato prezioso e, ogni sguardo, scambiato tra i due giovani quando pensavano di non essere visti, era stato pieno di significato.
Tuttavia, quell’intesa visiva non era passata inosservata all’astuta Mrs Robberds che, incapace di contenere la curiosità, aveva invitato la giovane amica a seguirla nel salotto adiacente con una richiesta tanto banale quanto definitiva.
«Lily cara, volete dirmi qualcosa?» domandò la padrone di casa, con un sorriso benevolo.
«Cosa volete chiedermi?» replicò tranquilla. Conosceva quella donna da talmente tanto tempo, da sapere che non si sarebbe arresa davanti al primo rifiuto.
«Mr Gaskell» rispose, pronunciando il solo nome dell’uomo e lei arrossì per l’imbarazzo.
«Il vostro insolito rossore tradisce un certo interesse. Sbaglio?»
«Temo di no» confessò, con il batticuore. «Trovo la compagnia di Mr Gaskell particolarmente piacevole.»
La donna sorrise con intima soddisfazione. «Mr Gaskell è un uomo di garbo. Ha una mente sveglia ed è conoscitore del mondo.»
«Lo stimate molto.»
«Pensate sia sbagliato?»
«No di certo. Concordo con voi. Egli è una persona molto interessante.»
«Lo è al punto che vorreste conoscerlo meglio?» indagò, prendendosi una confidenza materna.
«Può darsi» rimase sul vago, perché temeva che le interferenze esterne minassero la libertà di azione tra loro.
Voleva conoscere Mr Gaskell, ma voleva che avvenisse in modo naturale e non indotto dalle regole.

Attenzione!
Sul blog rimarranno i primi 10 capitoli, scritti ovviamente in versione ridotta.

Gli altri avranno durata di una settimana. 🙂
A lunedì prossimo!

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Da leggere: Elizabeth Gaskell (Cap. 26)

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Greenheys, Manchester, estate 1831

«Non pensate sia una domanda inopportuna, William?» replicò con coraggio.
«Può darsi, ma sono intenzionato a conoscervi meglio e mi preme capire i vostri pensieri.»
«Ponete le vostre domande, allora e non fate insinuazioni» si mostrò contrariata, ma in realtà lo era solo con se stessa per aver avuto pensieri inopportuni la sera precedente, che non poteva assolutamente accennare.
«Siete nuovamente infastidita» considerò lui, ignorando la sua proposta. «Non sono infastidita.»
«E siete una pessima bugiarda» continuò con un sorriso accennato, che non aveva lo scopo di deriderla. Era solo l’esternazione della tenerezza che sentiva crescergli dentro ogni volta che la scopriva in imbarazzo.
«Vi state prendendo gioco di me?»
«Non lo farei mai, Elizabeth, ma ammetto di non comprendervi. Credevo che apprezzaste la mia compagnia e che voleste conoscermi, ma poc’anzi vi siete indignata come se le mie parole fossero state inopportune.»
«Lo erano, per l’amor del cielo, non fingete che non sia così. Sono relativamente giovane e ho, anzi, non ho esperienze dirette, ma non sono un’ingenua. La letteratura fornisce molteplici informazioni. Avete insinuato che incontrandoci in piena notte potessimo cedere ad un tipo di intimità inappropriata tra due conoscenti e non ho potuto permetterlo. Cosa penserebbe Miss Robberds se sapesse che converso con voi in tale libertà?»
«Quindi il problema è l’indignazione generale, non la vostra» comprese William con una punta di sollievo e lei arrossì maggiormente.
Si era rovinata con le sue stesse ammissioni.

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Da leggere: Elizabeth Gaskell (Cap. 25)

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Greenheys, Manchester, estate 1831

William, ripeté mentalmente, assaporando la sensazione piacevole di intimità che aveva scatenato in lei, quel modo di porsi tra loro.
«Allora, William, cosa stavate facendo?» trovò il coraggio di mostrarsi tranquilla.
«Stavo leggendo» indicò il libro appoggiato sulla giacca. «Questa notte non riuscivo a dormire, così sono andato in biblioteca a prendere un romanzo e non ho più smesso di leggere.»
«Anche io non ho dormito» ammise. «Avrei voluto seguire il vostro esempio e andare in biblioteca, ma ho pensato non fosse accettabile.»
«Non vi immaginavo tanto rigida alle regole.»
«Non lo sono. Non sempre, per lo meno. Tuttavia, qui sono solo un ospite e non mi sarei mai perdonata se avessi fatto qualcosa che potesse mettere in difficoltà i miei ospiti.»
«E stare sola con me, non creerà alcuna difficoltà?»
«Non credo. Stiamo solo conversando.»
«E pensate che se ci fossimo incontrati stanotte sarebbe stato diverso?» le domandò, con una curiosità maliziosa che la turbò nell’intimo e la fece inevitabilmente arrossire.

Attenzione!
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