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La prima macchina da scrivere

Carissimo/a History Lover, buon momento!

In occasione del centonovantaduesimo anniversario del brevetto della macchina da scrivere, ecco un piccolo sunto per saperne qualcosina. 

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In breve la questione era la seguente:
Hai presente la macchina da scrivere? (ovvero l’aggeggio che al giorno d’oggi si usa poco o niente, ma che racconta le origini della scrittura semplificata)
Immagino tu abbia risposto di sì perché, quand’anche non l’avessi mai utilizzata, sicuramente l’avrai vista da qualche parte.
Indi per cui…
Era il lontano 1829 quando, l’inventore, uomo d’affari americano William Austin Burt (1792-1858) ideò la prima macchina da scrivere. Ovviamente, questa macchina era diversa da quelle odierne, ma in essa erano presenti i fondamenti di funzionamento che hanno caratterizzato tale apparecchio.

Orgoglioso della sua invenzione, Burt la brevettò il 23 luglio del 1829 con il nome tipografo. (La registrazione dell’invenzione e quindi il relativo brevetto, stilato nell’ufficio brevetti degli Stati Uniti, fu firmato dall’allora Presidente degli Stati Uniti Andrew Jackson , dal Segretario di Stato e dal futuro ottavo presidente degli Stati Uniti Martin Van Buren. )

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#Curiosità
Il nome tipografo nel 1874 venne sostituito con l’identificazione tipe-writer e, solo nel 1919, divenne la macchina da scrivere che tutti conosciamo.

Nel 1905 Underwood diede la licenza di costruzione anche a Camillo Olivetti, che la perfezionò nelle maiuscole (elevazione del carrello) e doppio nastro colorato (rosso-nero) e la campanella tabulata nel “a capo”. (cit Filorosso)

A William Burt si devono anche le seguenti invenzioni:
La bussola solare;
– Il sestante equatoriale.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto, se così fosse, non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti e di condividerlo con chi può essere interessato/a.
Non dico altro. Alla prossima!

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Il primo allunaggio

Carissimo/a History lover, buon momento!

Siccome adoro andare controcorrente, parlo dell’allunaggio oggi.

Lo sapevi che, secondo il diverso fuso orario, Neil Armstrong ha posato il piede sulla Luna alle 02:56 UTC del 21 luglio anziché alle 22.56 EDT del 20 luglio 1969.

Comunque, la frase che disse prima di posare il piedino o scarpone era lungimirante: Questo è un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l’umanità.

In effetti di strada l’uomo ne ha fatta, sia sulla Terra sia nello Spazio, se sia sempre stata quella giusta però non ci è dato saperlo.
Come si suol dire: Ai posteri l’ardua sentenza.

Il primo astronauta a camminare sulla superficie lunare fu per l’appunto Neil Armstrong, comandante dell’Apollo 11. L’equipaggio lasciò una targa in acciaio inossidabile sulla quel c’è scritto: «Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace, a nome di tutta l’umanità.»
L’ultima missione fu l’Apollo 17 con Eugene Cernan, il quale camminò sulla Luna il 14 dicembre 1972.

Tu credi che ci sia stato l’allunaggio o sia stata una finzione?

Alla prossima!

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Francia: Il 14 luglio

Carissimo/a History Lover, buon momento!

Nella giornata in cui si ricorda la presa della Bastiglia, quale simbolo dell’inizio della Rivoluzione Francese, che avvenne esattamente il 14 luglio 1789 [la Bastiglia,  simbolo dell’ancien régime, fu assaltata dai parigini rivoluzionari perché dovevano rubarne le armi tenute all’interno e come azione intimidatoria nei confronti di Luigi XVI, re di Francia. (La Bastiglia era una grande fortezza eretta dentro le mura di Parigi, che in seguito fu demolita.)], ho volutamente scelto di ricordare un avvenimento a esso collegato. Il motivo è, come per le feste precedenti, che saranno in tanti a parlarne e io sarei solo un’eco lontana.

NOTA BENE: DAL 1880 IL 14 LUGLIO è DIVENTATA FESTA NAZIONALE FRANCESE.

Indi per cui…

In occasione del duecentoventicinquesimo anniversario dalla messa in vigore de La Marseillaise come inno nazionale francese, ecco due paroline sull’evento.

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Parole in italiano de La Marsigliese

Andiamo figli della Patria, 
il giorno della gloria è arrivato! 
Contro di noi si è alzata 
La bandiera insanguinata della tirannia! 
La bandiera insanguinata della tirannia! 
Sentite nelle campagne 
Ululare questi feroci soldati? 
Vengono fino alle nostre braccia
Per sgozzare i nostri figli e i nostri compagni! 
Alle armi, cittadini! 
Formate i vostri battaglioni! 
Andiamo ! Andiamo! 
Che un sangue impuro 
Bagni i nostri campi! 

Cosa vuole quest’orda di schiavi, 
di traditori, di re congiurati? 
Per chi queste ignobili catene, 
questi ferri a lungo preparati? 
Questi ferri a lungo preparati? 
Francesi, per noi, ah! Che oltraggio! 
Che rabbia deve suscitare! Siamo noi che osano pensare 
Di ridurci all’antica schiavitù! 

Che!? Queste corti straniere 
Detterebbero legge a casa nostra! 
Queste falangi mercenarie 
Abbatterebbero i nostri fieri guerrieri! 
Abbatterebbero i nostri fieri guerrieri! 
Mio Dio ! Le mani incatenate 
Le nostre teste di piegherebbero sotto il loro giogo! 
Ignobili despoti diventerebbero 
I padroni del nostro destino! 

Tremate, tiranni e voi crudeli, 
l’obbrobrio di tutti i partiti, 
tremate! I vostri progetti parricidi 
riceveranno presto il giusto compenso! 
riceveranno presto il giusto compenso! 
Si è tutti soldati per combattere contro di voi, 
se muoiono, i nostri giovani eroi 
la terra ne produrrà di nuovi, 
contro di voi saremo tutti pronti a combattere! 

Francesi, magnanimi in guerra, 
sopportate o trattenete i vostri colpi! 
Risparmiate queste tristi vittime, 
Che malvolentieri si armano contro di noi 
Che malvolentieri si armano contro di noi. 
Ma questi despoti sanguinari 
Ma questi complici di Bouillé, 
tutte queste tigri, che, senza pietà, 
lacerano il seno della loro madre! 

Amore sacro per la Patria, 
conduci, sostieni le nostre braccia vendicatrici! 
Libertà, cara libertà, 
combatti con i tuoi difensori! 
Combatti con i tuoi difensori! 
Sotto le nostre bandiere, che la vittoria 
Accorri ai suoi virili richiami! 
Che i tuoi nemici moribondi 
Vedano il tuo trionfo e la tua gloria! 

Entreremo nel cammino 
quando i nostri antenati non ci saranno più 
vi troveremo la loro polvere 
e la traccia delle loro virtù 
e la traccia della loro virtù 
sopravvivere meno gelosamente di loro 
che di dividere la loro bara 
noi avremo l’orgoglio sublime 
di vendicarli o seguirli!
Alle armi, cittadini.

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#Curiosità 
La Marseillaise prima di ogni cosa fu il canto che usavano i rivoluzionari francesi per darsi la carica.

Questo canto fu scritto nel 1792 dal compositore e militare francese Claude Joseph Rouget de Lisle. All’inizio l’opera fu attribuita interamente a lui (musica e testo), recentemente però, si è scoperto che la musica fosse originariamente di un compositore italiano: Giovanni Battista Viotti. A quanto pare, de Lisle si appropriò della melodia modificandola e adattandola alla marcia scritta per l’esercito francese.

Il titolo originale di questa opera era Chant de guerre de l’armée du Rhin (Canzone di guerra dell’esercito del Reno).
Successivamente, siccome l’inno era molto popolare tra l’esercito volontario di Marsiglia, venne chiamato: La Marseillaise.

Il 14 luglio 1795 La Marseillaise fu bandita da Napoleone I durante l’impero e da Luigi XVIII durante la Seconda Restaurazione (1815) a causa delle sue associazioni rivoluzionarie.  L’inno La Marseillaise fu reintegrato dopo la rivoluzione di luglio del 1830 e messo di nuovo al bando da Napoleone III.
Dal 1879 tornò a essere l’inno francese.

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Alla prossima!