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Buona Pasqua! 💖

Carissimo/a History lover, Buona Pasqua a te e famiglia! 🕊️

Tanto per cambiare, gli auguri li faccio con una filastrocca, tanto caruccia, di Gianni Rodari.

Dall’uovo di Pasqua 

Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: ‘Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio’.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
‘Viva la pace,
abbasso la guerra’.

«Gianni Rodari, conosciuto all’anagrafe come Giovanni Rodari, nacque a Omegna il 23 ottobre 1920 e morì a Roma il 14 aprile del 1980. Fu scrittore, giornalista e poeta, ma la sua fama è dovuta principalmente alla sua capacità di scrivere letteratura per bambini, tanto è vero, che è stato l’unico italiano a vincere il Premio Hans Christian Andersen nel 1970. (Un riconoscimento letterario vigente in Danimarca, conosciuto anche come il Piccolo Premio Nobel, che premia gli autori e gli illustratori che si dedicano alla letteratura per l’infanzia.)»

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Riflessione: Le parole hanno un peso

Carissimi history lovers, buon momento!

Da diversi giorni leggo cose che mi fanno storcere il naso ed oggi, ho deciso di dire la mia, non sull’argomento specifico, ma sull’importanza di dosare le parole e di farne buon uso.

Tanto è vero, che un vecchio proverbio dice: “Ne uccide più la lingua che la spada.”

Il che significa, che è necessario riflettere prima di parlare.

Oggi si fa un gran parlare di bullismo come se fosse una novità dei giorni nostri, eppure, non è così.
I bulli sono sempre esistiti e non sono solo maschi, anche le femmine sanno essere crudeli.
Ricordo ancora come soffrissi quando mi prendevano in giro perché avevo i genitori “vecchi”, “chi è quella? Tua nonna?”. E tutto ciò è stato tanto invadente da lasciare un segno nella mia anima, al punto, da farmi pensare che alla mia età non sia giusto avere un figlio, perché sono grande e diventerei presto “vecchia”. I tempi sono cambiati, la ragione mi dice che non lo sono, che ci sono persone molto più grandi di me ad avere figli, eppure, il tarlo è li e mi corrode l’anima.

Da bambina con i genitori vecchi sono passata ad essere una ragazza grassa. Altra dose di derisione, e non solo da ragazzina. Il bullismo, o cattiveria, esiste ad ogni età. Un susseguirsi di pressioni psicologiche che stancano dentro.

Gli anni passano e divento donna. Una donna capace di fare tutto, ma niente di eccezionale. Sono una tra le tante, bloccata dal senso di inferiorità che da sempre mi è stato attribuito.


Ed è proprio da adulta che ho subito le peggiori pressioni, anche da persone che dicevano di volermi bene. “Non puoi dimagrire. Non puoi farcela senza di me. Non sei capace.”
E nonostante il maltrattamento fisico sia terribile, quello mentale è altrettanto doloroso, perché ti toglie la voglia di lottare per te stessa.

Oggi, a tutti loro faccio una bella pernacchia.😊

Non ho tutto quello che vorrei, ma sto molto bene. Ho un peso nella norma, un marito meraviglioso che mi ama e che mi ha aiutata a vedere il bello, i miei talenti e mi supporta. Ho un lavoro che amo e in cui sono brava, sono brava davvero, e ogni giorno conquisto un pezzo della donna che ero destinata ad essere.


Tutto questo per dire, a chi mi segue, che se vi sentite giù, umiliati, affranti, inferiori: non siete soli, quindi, parlatene con chi vi vuole bene. Non è la fine. Ogni momento può essere superato. Non arrendetevi mai.

Se, invece, ci fosse qualche bulletto/a alla lettura, ricorda che ciò che dici o fai non è uno scherzo divertente, perché fa ridere te e i tuoi amici, ma rovina la vita di chi lo subisce.

Marty Feldman [comico, attore, sceneggiatore, regista e attivista britannico (mitico Igor di Frankestein Junior)] disse: “La penna è più potente della spada, e decisamente più comoda per scrivere.”

La parola scritta ha lo stesso valore di quella vocale. Quando scrivete qualcosa fate attenzione alle parole che usate. Se riportate un discorso, fatelo fedelmente e non inventandovi termini a caso.

Detesto leggere cose senza senso. Sbagliate, non nella forma, ma nel contenuto.

Scusate lo sfogo, oggi è una giornata un po’ così. Però spero che queste parole possano aiutare chi si trova in difficoltà e far ridimensionare chi usa la cattiveria come arma contro chi reputa un avversario valido.

Se qualcuno vuole condividere il suo pensiero è bene accetto.

Alla prossima!

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Tanti auguri!🎁

Carissimi history lovers, buon momento!

Tanti auguri a me!🎁

Indi per cui... siccome non posso ancora raccontarvi come è stata la mia grandiosa festa di compleanno🤣, vi lascio, COME PROMESSO sui vari social… visto che le letture di Gioia di ritrovarsi-new version continuano a salire, un #estrattino dal futuro: 💑 GIOIA DI INCONTRARSI💑 (non editato).

«Dico il vero quando affermo che vorrei che il tempo si fermasse.»
«Immagino sia logico,» dichiarò lei, «in tal modo potreste stare più tempo con la vostra famiglia» dedusse e concluse il pensiero guardando le sue ampie spalle: «sarebbe lo stesso per chiunque.»
«In realtà, è un’altra la ragione che mi spinge a elaborare un desiderio così strano,» la informò volgendosi a guardarla, «e, mio malgrado, sei tu quella ragione.»
Anna si concesse un sorriso, ma non era di scherno, era di amarezza. «In cosa vi ho offeso?» chiese con la voce incrinata dal dispiacere. «Per quale torto mi punite con simili menzogne?»
«Che motivo avrei di mentirti?» chiese con fervore davanti alla sua espressione addolorata. «Perché non posso essere sincero?» inquisì tornando indietro e afferrandole le mani con una presa gentile.
«Siete un Marchese, sarete Duca» rispose fredda, mentre con un movimento brusco liberava le mani.
«Secondo te, il mio rango mi priva dei sentimenti?» domandò ferito dalla sua sfiducia.
«No di certo.» Rispose con il cuore in affanno, mentre le affiorava un ricordo tanto vivido da far male. «Non dei sentimenti, ma della libertà di provarne.»
A quelle parole Alessandro si irrigidì e si drizzò in tutta la sua statura. «Forse è vero,» reagì con rabbia, per la verità delle sue parole, «però quello che sono non cambia ciò che provo.» Si passò una mano tra i capelli corvini con un gesto esasperato prima di chiedere: «E dimmi, qual è stata la mia colpa?» inspirò il suo profumo, ma si trattenne dal baciarla. «Quale errore ho commesso?» gridò a denti stretti. «Quale male ho compiuto per ritrovarmi a desiderare una serva?» tuonò con furia. «Neanche una dama. Una serva.» Espirò tutta l’aria dai polmoni con il fine di calmarsi, «Di giorno e di notte sei il mio tormento. Da solo o in compagnia questo non cambia. Non credi, forse, che sia io quello punito più duramente?»

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P.S.: Vi è andata bene che, ancora una volta, non abbia fatto un articolo su di me 🤣🤣🤣

A domani!