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Natale alla corte dei Wettin

Carissimi history lovers, buon momento!

Per chi non lo sapesse, prosegue il viaggio verso il Natale. 🎄

Oggi vi parlo del Natale a casa Wettin 😉
[Wettin era un Casato tedesco, che governò principalmente lo Stato della Sassonia. La cara Maria Amalia era una Wettin 💖, ma anche suo fratello Francesco Saverio, Federico Cristiano, sua sorella Maria Giuseppina e tanti altri. Ho citato loro perché ho scritto e scrivo di loro. (lunga storia)]

Dov’è la Sassonia?🤔

La Sassonia si trova in Germania ed è uno dei sedici stati federati.
Lo Stato, che un tempo è stato governato dai Wettin, è stato sciolto nel 1952 e riformato nel 1990. L’attuale Sassonia occupa quasi la stessa area della precedente.

Ma in Sassonia festeggiano il Natale?🤔

La Sassonia, meravigliosa e gelida terra a nord dell’Italia, pare sia uno degli Stati più legati a questa festività, tanto è vero, che vanta molti eventi interessanti e a tema.

Non mi credete?😅
#Curiosità
Si racconta, che quello di Dresda sia il Mercatino di Natale più antico al mondo. Pare, infatti, che la prima attestazione scritta di questo mercato, all’epoca chiamato di S. Nicola, risalga al 1434. (All’epoca era più un mercato di dolci tipici, poi con il tempo è diventato il Mercato di Natale a tutto tondo che si conosce oggi e denominato: Dresdner Striezelmarkt.)
Voci di corridoio narrano che anche anche i nobili facessero visita al mercatino.

Cos’altro facevano?🤔

👀ATTENZIONE!👀
Sarò onesta, non ci sono notizie per ogni singolo membro del Casato, (nel senso di chi facesse cosa) ma è risaputo che i Wettin fossero amanti dell’arte e dell’artigianato. (Il nonno di Maria Amalia, Augusto II di Polonia, per esempio, si interessò e finanziò il progetto per la realizzazione delle porcellane Meissen nel 1700)
Indi per cui… un altro evento a cui i nobili del Casato Wettin difficilmente rinunciavano, era il ritrovo sui Monti Metalliferi.

A ragion di logica verrebbe da pensare che fossero gli artigiani a muoversi per raggiungere gli Elettori (sovrani della Sassonia) con le loro opere e non il contrario. Tuttavia, la spettacolarità del luogo, o meglio ancora, il clima, ebbe un forte ascendente su alcuni nobili.

#Curiosità
Nel XVII secolo, ovvero quando l’industria mineraria stava morendo, gli abitanti della regione dei Monti Metalliferi (chissà come mai si chiama così🤣) decisero di produrre oggetti d’artigianato in legno per potersi mantenere. Da allora, le generazioni successive hanno continuato a lavorare il legno e, quelle figure, erano e sono molto note.

Ovviamente nel XVIII secolo non c’era la fiera dell’artigianato che c’è oggi, (con annessi e connessi) ma era un ritrovo di artigiani, al quale si aggiunsero i canti e il buon cibo.

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Alla prossima!

Romanzi storici con personaggi realmente esistiti del casato Wettin:
Carlo e Maria Amalia – un amore reale
(Carlo di Borbone e Maria Amalia Wettin)
Francesco e Chiara – una scelta d’amore
(Francesco Saverio Wettin e Chiara Spinucci)

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Il Natale per i vichinghi contemporanei

Carissimi history lovers, buon momento e…

AUGURI A TUTTE LE LUCIA IN VISIONE 🥰

Indi per cui… Prosegue il viaggio verso il Natale. 🎄

Oggi vi parlo delle tradizioni natalizie per i vichinghi contemporanei😉
[i vichinghi dell’epoca non lo festeggiavano]

La Svezia è un paese pressoché laico, tuttavia, anche gli svedesi festeggiano alcune ricorrenze religiose. I festeggiamenti del Natale, per loro, iniziano esattamente il giorno 13 dicembre con un rito tradizionale e dalle origini antiche.

Si racconta, che un giorno imprecisato nella storia, Santa Lucia avesse aiutato i bisognosi portando loro cibo e bevande calde e, da quel fatto, nacque la tradizione che ancora oggi investe il Paese.

Il 13 dicembre, infatti, si celebra il LuciaDag.
In ogni casa, le figlie (o solo la maggiore, dipende dalla famiglia) si vestono con una tunica bianca, stretta in vita da una cintura rossa, e la maggiore delle figlie indossa il tipico copricapo di candele accese (come portatrice di luce. P.S.: le candele si accendono con le pile😉) e offre pasticcini (pepparkakor = biscotti allo zenzero) e caffè al resto degli ospiti.

In luoghi pubblici tipo di lavoro o scuole, viene scelta una donna per interpretare la portatrice di luce. (Con l’abbigliamento e la mansione citata sopra)

Le città svedesi vengono illuminate da candele alle finestre, sfilate con tante giovani vestite da Santa Lucia e rallegrate con canti natalizi o religiosi.

👀ATTENZIONE👀

Gli svedesi hanno l’usanza di addobbare l’albero il giorno prima di Natale.

Gli addobbi per la casa non sono pretenziosi e anche il cibo non è eccessivamente elaborato.


Dopo la cena della vigilia hanno l’usanza di cantare intorno all’albero.

Nel 1934 Oscar Andersson (un magazziniere della ditta che inventò le luminarie elettriche) inventò il calendario dell’avvento. (un candelabro con sette candele che gli svedesi tengono vicino alla finestra.) [Sette, perché un’altra usanza svedese di fine Ottocento prevedeva l’esistenza di un albero dell’Avvento con 28 candele, le quali dovevano essere accese, ogni domenica del periodo, sette alla volta come i giorni della settimana.]

Al centro delle tavole svedesi c’è anche l’usanza di tenere un candelabro con quattro candele, da accendere una ogni domenica d’Avvento.

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Alla prossima!

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In viaggio verso il Natale🎄

Carissimi history lovers, buon momento!

Chi mi segue da un po’ sa che Dicembre è il mese che preferisco, perché con i suoi profumi e colori riesce sempre a scaldarmi il cuore. Anche quando batte a fatica. (Proprio come sta accadendo in questi giorni)

Perché mi piace tanto? 🤔
Perché è il mese di Natale, quello in cui si ritorna un po’ bambini e ricompare quel sentimento dolce e ingenuo chiamato speranza.

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sperato di ricevere il miracolo di Natale.

Per chi non lo sapesse, Il viaggio verso il Natale sarà composto da diversi articoli su tale festività.🤩

Per prepararvi, vi riporto alcune considerazioni, tratte dal libro “Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo.

P.S.: ho visto anche il film e l’ho adorato. ❤ Voi lo avete visto?

“Gli esseri umani si dividono in presepisti ed alberisti e questa è una conseguenza della suddivisione del mondo in mondo d’amore e mondo di libertà.”

“Gli alberisti antepongono l’avere all’essere. A loro piace la ricchezza, e più sono ricchi, più belli sono i loro alberi. Il presepe, invece, presuppone il sentimento. Lo si progetta nel corso dell’anno e ci si affeziona ai singoli pastori.”

L’alberista si serve per vivere di una scala di valori completamente diversa da quella del presepista. Il primo tiene in gran conto la Forma, il Denaro e il Potere; il secondo invece pone ai primi posti l’Amore e la Poesia.”

“L’albero di Natale è bello solo quando è finito e quando si possono accendere le luci, il presepe invece no, il presepe è bello quando lo fai o addirittura quando lo pensi.”

Voi siete albertisti o presepisti?
Io entrambe le cose. Amo realizzare il presepe costruendolo da zero. Era la tradizione mia e di mio padre, poi quando mi sono trasferita mi è rimasta la passione per il presepe, anche se sono un paio d’anni che non lo creo.
Il presepe, in effetti, ha il fascino della sua progettazione e creazione, ma l’albero ha quello delle luci e dei colori.

Voi cosa preferite? Avete già addobbato casa o aspettate l’8 dicembre?

Alla prossima!